Archive for January, 2009

aforisma del venerdì notte

Il passato è una lavagna che si cancella ogni giorno.

Notre dame de Paris

Ieri sera Notre Dame De Paris all’Arcimboldi. Impressioni discordanti. Ovvero: scenografie di grande effetto. Regia mirabile. Orchestrazione dell’insieme riuscita. Ballerini ed acrobati sicuramente bravi… Fin qui tutto ineccepibile, insomma. Quello che non mi ha coinvolto invece sono le musiche di Cocciante (le musiche, ovvero la cosa che di solito viene maggiormente celebrata in questo musical….) e la relativa interpretazione da
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accuse o scuse

Un dito puntato contro, accusa. Scusa, confusa com’ero.   Scava un’impronta di vernice rappresa, condensata in vuota bolla di pensiero.   Pozzo nero di emozioni, dove la lingua affonda curiosa, incubatrice di desiderio.   Non erano lacrime, solo i miei occhi di pece ritratti. M’attrae, questa follia di silenzi protratti.   Mani che scavano in ventre di terra, esploratore di
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un matrimonio all’inglese

Divertente. Bei dialoghi. Alcune scene davvero belle (la campagna inglese nella nebbia….. eh sì la nebbia, la nebbia… quanto mi piace…) Ma soprattutto…. quant’è sexy la scena di tango….. mette i brividi.

ignoto

I miei occhi ardenti di vita, su narici che fiutano il mondo con istinto di bracco, e le mie mani, le mie mani rapaci protese e curiose d’esperienze diverse, Tu, che pur mi insegnasti a volare, non conosci.   Ed il loro rimpianto non può sfiorarti.

East Infection (… musicoterapia …)

Comunque. Se invece a voi la nebbia non piace (v. post precedente) la miglior soluzione in queste giornate grigie è alzare il volume della musica … purchè sia allegra, vitale, contagiosa. Il mio iPod suona da più mattine i Gogol Bordello (iniziate con East Infection e la giornata vi sorriderà ironica e energica… ). E la mente ritorna a Brighton
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nebbia

Milano nebbiolina. Attraverso piazza Einaudi, le sagome dei cantieri si smarriscono in atmosfera sospesa, i palazzi tendono le loro cime golose tuffandosi in una festa di zucchero filato. La nebbia, mi piace. I contorni delle cose si sfumano, si sfilacciano nell’indefinito: che è come dire si protendono verso l’infinito. Tutto sembra possibile, la realtà perde i suoi confini, diventa plasmabile,
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in Altre giornate

Il tergicristallo si è fermato. Non piove più, anche se il cielo è ammantato di grigio. Succede. Alla fine succede, che passa. Prima lo sapevo razionalmente e per averlo già provato altre volte, quindi lo ricordavo a me stessa: passa, aspetta che passa. Stringi i denti, stringi i pugni, stringi tutto quello che vuoi… perché tanto poi passa. E qualcuno
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Montale e gli ossi di seppia

Ho finalmente terminato di leggere Ossi di Seppia. “Finalmente” perchè era sul mio comodino da mesi, ma d’altra parte un libro di poesie non è un libro da leggere per così dire in un sol boccone… o forse sì, ma io comunque non leggo così le poesie (e adesso preoccupatevi, vi dico come leggo io……. ovvero…… leggo a voce alta
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Blogs & dintorni (arrivando fino alla Cucina…)

Ancora a casa con un raffreddore da cavalli (ma perchè si dirà raffreddore da cavalli?). Comunque fuori l’aria è grigio opaco anche a mezzogiorno, quindi dove vorrei andare? che vorrei fare? beh, magari a vedere l’ultima replica di Il lago dei cigni, che la febbre mi ha impedito di vedere mercoledì scorso… Invece. Invece me ne sto a casa (e
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