Saranno mie, le tue
[paure]
fra premure di baci
sopiti.
Ti sfioro.
Ho sete
della tua vita:
vampiro d’amore,
per manto
di nota incoscienza.
Premuto
contro di me, il tuo
[destino]
disegno di sanguigna
con colore di passato
nell’odore del mattino.
I fiori del gelsomino
sono apparsi
su tenui rami
spezzati.
Sciogli fra le mie
braccia
la pazienza: vivi
[l’augurio più bello]
senza cautele.
Paure come fili
tengono imprigionati
i nostri giorni,
sottili e fragili:
preservali
preservali
dall’oblio.
Quello che ricordiamo
sono i nostri occhi
che si mangiano
fra labbra appassite.
Fino a quando
le tue paure
diverranno liquore,
veleno lenitivo
della mia anima.
Scioglile, fra le mie braccia,
fra le mie mani,
stillanti su di me
come pioggia primaverile:
lasciale cadere.
Lasciale,
rarefarsi nelle mie
mentre mi tieni,
[ferma]
fra le tue.







…si sposa fin troppo bene con il mio attuale s. d’a. ..che storia la vita.. dolcenotte..monia
eh monia, ma mica per altro siamo bilancine…
già già la vita è curiosa nè …
ciao yas.bravissima è stupenda la tua poesia…Pier