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trasloco

Così, durante questo week end ho traslocato. Certo, sono stata aiutata, altrimenti non sarebbe bastato un week end a spostare tutto… perchè in un anno di cose ne ho accumulate, più di quanto avrei immaginato. Ora rimangono da aprire gli ultimi scatoloni, riempire le librerie e gli armadi, e in generale mettere un po’ d’ordine, personalizzare le stanze… appendere qualche quadro magari.

E come sempre accade, nell’impacchettare e spacchettare gli oggetti ho trovato anche cose che non ricordavo più di aver tenuto: istanti che credevo di aver buttato via.

Questo blog è una frammentoteca, un caleidoscopio attraverso il quale rivedo la mia vita in maniera sempre un po’ distorta.

Immaginate di voler realizzare il film della vostra vita: prendete il girato, e già questo è un punto di vista parziale, una inquadratura che esclude buona metà dello spazio visibile. Poi la macchina da presa si sofferma su un particolare e ne tralascia un altro, zooma su una situazione e ne omette altre… Prendete questo girato già di per sè così soggettivo, lo tagliate, montate, applicate qualche transizione, magari anche un po’ di color correction… E quindi sì, è la vostra vita quella, ma forse anche una sua distorsione.

Leggo Autostop con Buddha. Una frase mi ha colpito, e l’ho sottolineata come sempre faccio con ciò che mi tocca o che vorrei ricordare, così che i libri che ho letto si distinguono in maniera evidente da quelli che sono ancora in attesa di essere affrontati:

Non è ciò che vorrei, bensì ciò che non posso avere a tormentarmi.

Il contesto in cui si colloca questa frase è l’integrazione nella società giapponese, o meglio la parziale integrazione o parziale esclusione (a seconda di come la si voglia guardare). Ma credo che sintetizzi molto bene la mia indole da bambina viziata che gli anni non sono riusciti a cambiare, e che riverbera da tanti miei frammenti perduti e ritrovati.

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6 Responses to “trasloco”

  1. Lori Panni says:

    E’ molto bello il tuo nuovo blog, Alessandra. Colori, spazio, struttura, caratteri: mi piace tutto. La fase di “pulizia mentale” ha prodotto anche un blog piu’ pulito e piu’ incisivo. Come vedi stai cambiando, sei cambiata, e se davvero vuoi cambierai anche la tua indole da “bambina viziata” … 🙂 🙂

    Sul film della vita: la nostra vita e’ sempre un filtrare, forse e’ la funzione essenziale del tempo che passa. Il sottile, ma non tanto (vedi psicanalisi) problema e’ che il filtraggio non e’ in genere razionale e conscio, e non siamo neanche consapevoli in che misura lo sia e quanto no, quindi non e’ che mica si puo’ tanto dire: se non me lo ricordo non era importante… In questo la tecnologia digitale cambia molto o scenario, perche’ una volta che hai scritto qualcosa in un blog, il semplice fatto che stia li’ e tu possa rileggerlo cambia del tutto la prospettiva e cio’ che ne fai a posteriori… La distorsione diventa fortissima… Cosa questo comportera’ sulla nostra civilta e’ presto per dirlo, penso. Legato a questo tema e’ un bel libro di Raffaele Simone “La terza fase. Forme di sapere che stiamo perdendo”.

    Forse eravamo piu’ umani e veri tremila anni fa, prima che si iniziasse a lasciare traccia scritta dei poemi omerici?

  2. Stefano says:

    Ciò che non posso avere a me infonde un benefico stato di rassegnazione. Sono le cose che avrei potuto ottenere, ma che per qualche intralcio non ho ottenuto, a farmi sprofondare in una condizione di afflizione. Il possibile che non si realizza è molto più frustrante dell’impossibile… certo però, se si è viziati! 🙂

    Stefano

  3. Ben arrivata nella tua nuova casa virtuale, allora!
    Molto vera la frase che citi: ci ho pensato un po’ su, e ho concluso che anch’io sono così. Quello che vorrei in qualche modo lo potrò ottenere. Ma è ciò che non posso avere a tormentarmi davvero.
    Grazie per lo spunto di riflessione, e buon inizio di settimana.
    Un bacio.
    V

  4. Eccomi qui. Ti linko subito al posto del link del vecchio blog. Bello spazio migliore di quello su splinder

    Un bacio
    Daniele

  5. alessandra says:

    @ lori: in pratica, le grandi pulizie hanno ripulito anche il blog 😉

    @ stefano: il possibile che non si realizza fa veramente incazzare… certo, la premessa è essere viziati 🙂

    @ vale: da quando ho visto su FB che sei bilancia come me ho capito molte analogie 😉

    @ dani: grazie 🙂

  6. pier says:

    wow tutto nuovo!!!molto bello…ma dove siamo!!!!hihihih ciao Yas qualsiasi cosa che fai…ti riesce sempre bene….quindi è vero che la classe nn è acqua!!!!ciao Yas se riesco a commentarti torno a leggerti..un abbraccio…Pier

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