Lune d’agosto

Ieri sera, l’Aurelia un nastro nero tirato da un capo e all’altro della Liguria. La luna bianca, splendente nell’aria tersa, versa bagliori d’argento su un mare che s’abbraccia al buio. Quante volte ho percorso questa strada, nei tempi sospinti col piede sull’acceleratore, quando il futuro non era che una domanda!

Parole e gesti lampeggiano, intermittenze schiudono veloci spiragli sul mistero dell’altro: superficie opaca sotto la quale non puoi sapere cosa sobbolle, mentre la comunicazione scorre leggera senza scalfire l’essenza. Come un riflesso di luna sull’onda scura che sale e si smorza. Dolce, e nera.

 

 

Durante le vacanze ho fatto alcuni propositi, quasi un anno nuovo cominciasse (contrai sempre le ferie estive ma non la sensazione che determinino una cesura fra un prima e un dopo, retaggio degli anni di scuola).

Fra i miei propositi c’è quello di far accordare il pianoforte. Il che non significa necessariamente che tornerò a suonare. Ma intanto.

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