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Novilunio di settembre

Capita che io non riconosca un volto o una voce o un profumo, ma difficilmente sbaglio nel riconoscere un modo di esprimersi e di scrivere. Si potrebbe dire che riconosco le persone dalle loro parole, da quei sostantivi, aggettivi, avverbi e verbi che usano. Perché tutti noi ne usiamo alcuni con una ricorrenza che diventa la nostra cifra espressiva, per lo meno finché non li abbandoniamo per sostituirli con altri. Come vestiti o scarpe, o come un taglio di capelli.

Della relazione fra titolo e post ho già parlato qui, mentre qui c’è la poesia di D’Annunzio che si intitola Novilunio di Settembre.

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6 Responses to “Novilunio di settembre”

  1. hound says:

    non riconosciamo quello che non ci interessa conoscere.
    e non conosciamo comunque niente, se questo vuol dire qualcosa.

  2. alessandra says:

    già, le persone poi sono riconoscibili, ma inconoscibili.

  3. monia says:

    con quali parole o espressioni mi assimileresti yas? (ci sto pensando.. una è palese.. ma non la uso in italiano.. sorrido).. happy being.. monia

  4. Lypsak says:

    Basterebbe prestare attenzione, e si scoprirebbero nella gente una quantità inimmaginabile di cifre stilistiche, di cui i soggetti stessi a volte non sono consapevoli. E’ che si va di fretta, e allora ci sfuggono molti dettagli.
    Grazie di essere passata a trovarmi!

  5. alessandra says:

    @ Monia: sorrido…. (me l’hai attaccato tu, ma contagiare con il sorriso è la cosa più bella che si possa fare)

    @ Bibi: che me lo dici a fà 😉

    @ Lypsak: concordo. E i dettagli sono così importanti… Grazie a te per la visita!

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