Le giornate grigie

Lo scorso Aprile pareva cominciare il periodo più bello dell’anno: le giornate primaverili, il primo tepore del sole sulla pelle, i week end al mare e i viaggi da preparare… dinnanzi a me si allungavano sei mesi meravigliosi.

Poi Settembre è passato, Ottobre è scivolato veloce portandosi via il mio compleanno e lasciando il posto a giornate grigie che mi sorprendo ad amare così tanto. Perché amo il caldo, amo il mezzogiorno pieno di luce, eppure nondimeno amo quest’atmosfera densa, quando l’aria si fa spessa e frappone un velo pesante fra me e le cose, così greve di lacrime trattenute che non si mutano in pioggia ma aspergono lievi la punta del naso, così umida e scivolosa che si insinua liquida dentro i vestiti. Questa coltre biancastra che all’improvviso può sgretolarsi dietro il tenace insistere di un debole raggio di sole, e il cielo del pomeriggio diventa conchiglia di madreperla, su cui svettano foglie d’oro e corallo.

E ancora mi sorprendo a pensare che forse è questo il periodo più bello dell’anno, con le sere buie e la magica promessa della neve, le strade che odorano di caldarroste, le luci colorate e ancora un nuovo viaggio da preparare… Così mi dico che forse non dipende dalla stagione, ma è il punto d’osservazione ad essere determinante, mentre leggo Meraviglia dove leggevo Malinconia.

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