Oggi. Volevo scrivere molte cose. Parole in fondo, non cose. Però c’erano le valigie da preparare, e molti altri compiti che necessitavano di essere svolti. Così alla fine mi ritrovo a poche ore dalla sveglia, troppo sonno e troppo poco tempo per raccontare. Domani sera dovrei addormentarmi in Siria. Quindi, sarà per l’anno nuovo: altre parole, altri pensieri, altri sogni. Che siano dolci
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di Erri De Luca Come già ho raccontato nel caso di Garcia Marquez, anche Erri De Luca non è stato per me un “colpo di fulmine”. Avevo letto Non ora, non qui qualche anno fa, non ricordo esattamente quando ma certo prima del 2001, in quanto l’edizione che ho in casa porta ancora il prezzo in lire. L’avevo letto probabilmente
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C’è un tempo per tutte le cose. Penso ci fu un tempo anche per noi, e lo usammo come meglio credemmo. Ora la luna è moneta d’argento con cui pago alla Vecchia i miei sonni stridenti e lei mi rammenta che non è più il momento di frasi smozzicate, sussurrate al buio di un lampione insolente. Allora, la notte era
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I primi fiocchi di neve mi provocano ancora la medesima eccitazione che provavo da bambina: mi elettrizzo. Vengo da una città di mare, dove la neve è avvenimento eccezionale: l’anno in cui i fiocchi bianchi si posarono sulle panchine e sulle palme del lungomare, Oneglia malinconica la rivedo attraverso foto di allora impresse nella mia memoria più che non attraverso
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Qualche giorno fa ho letto Le sedie di Ionesco. Mercoledì guardando la programmazione degli spettacoli della settimana vedo che è in scena al Teatro Studio del Piccolo. Telefono, ci sono ancora posti per venerdì, andiamo. A parte l’emozione data dal vedere rappresentata una pièce di cui si è appena letta la sceneggiatura, e di cui pertanto si ricordano le battute
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Io non parlo di attualità. Parlo di arte e cultura. Invero, di argomenti inattuali.
M’hai detto t’amo, ti dissi aspetta, stavo per dirti eccomi, tu m’hai detto vattene. (Jules e Jim, di François Truffaut) Non so dire se mi sia piaciuto Jules e Jim. Quel che posso dire è che mi ha inquietato. E non per il tragico triangolo, ma per i tratti del carattere di Catherine: quel voler sempre pareggiare i
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Lezione di teatro. A turno, un membro del gruppo diventa leader e conduce gli altri (coro) in movimenti sul posto o nello spazio. Il coro imita il più fedelmente possibile il leader, che finisce col cedere la leadership ad un altro membro del gruppo, e così via a turno. Fine dell’esercizio, l’insegnante: “A te piace più condurre o essere condotto?”
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Le cose non vanno mai come te le aspetti. Metti il week end di Sant’Ambrogio (che per il resto dell’Italia è il week end dell’Immacolata, ma a Milano pare che il patrono valga doppio…): quest’anno il calendario ci regalava 4 giorni festivi consecutivi, una manna che mi pregustavo di spendere in: messa in ordine della casa, giro per Milano con
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I film bisogna finirli, anche se alla cieca. Così ancora una volta piango davanti ad un film di Almodovar, e ad un tratto penso che probabilmente è il mio regista preferito. Così, a pochi giorni dall’aver individuato il mio scrittore in Garcia Marquez, trovo anche il mio regista. Incredibile, per una che non si è mai decisa ad indicare un
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