Pensiamo che la felicità verrà domani, preceduta da grandi fanfare, e che la sentiremo arrivare da lontano. Invece no, la felicità non viene annunciata da tromba e grancassa: la felicità è silenziosa e si muove in punta di piedi. Vive nei piccoli gesti dell’oggi, nella vicinanza di persone care con le quali stiamo bene. Ma se non sappiamo amare questi
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Capita che talvolta si parli con conoscenti di interessi, hobby e sport. Capita che ti chiedano che sport pratichi (anni di ginnastica artistica ti hanno lasciato in eredità un fisico da sportiva che lascia supporre fatiche ben più intense di quelle cui normalmente ti sottoponi). Capita allora che tu risponda: “Danza Orientale”. Segue un breve silenzio, poi una voce lo
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Il (ormai precedente) servizio di hosting mi ha giocato un simpatico scherzetto pre week-end, cancellando il database del mio blog e costringendomi ad un’attività di ripristino fortunatamente conclusasi in maniera egregia. Ho purtroppo perso i commenti dell’ultimo mese, compreso alcuni che mi avevano donato un sorriso. E seppur si sono persi i commenti, quel sorriso non si è perso.
Quante persone si incontrano nel corso della vita? Quante persone ci sono care, ci accompagnano per un tratto e poi scivolano nel silenzio e si perdono allo sguardo, per caso e destino, intenzione o reciproca disattenzione? C’è l’amica con cui hai condiviso gli anni di studio, i compiti svolti al telefono quando ancora lo scorrere del tempo era marcato dagli
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Vedi, è giorno. Ho raccolto i miei panni, steso i silenzi, piegato le tue parole allo spazio costretto di un lungo rifiuto, i fiori di riso sepolti da un pezzo. E’ questa nebbia di luce come linea di ponte che oscilla sospeso, proteso fra me e le tue ombre: l’attraversano giorni che non hanno presente se non nella mente. (sussurro)
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Semplificarsi la vita è il consiglio che gli astri porgono alle Bilance per questo 2010. E credo proprio che lo seguirò. Evitando la dispersività del troppo che sortisce una improduttività pari al niente. Poche cose ma ben fatte: sarebbe il caso di iniziare a pensarci
Dieci giorni per percorrere Siria e Giordania pressappoco da un capo all’altro non sono molti, tanto più considerando il tempo impiegato per gli spostamenti aerei. Così sono stati giorni fitti fitti di emozioni, colori, odori, sensazioni e sorrisi che si sono accumulati l’uno sull’altro sedimentando uno strato di ricordi rigogliosi. Nel partire, le mie aspettative erano tutte concentrate su Petra,
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Un giorno, se lascerò Milano, mi mancherà il tram. E dire che non lo prendo mai! Solo mi piace la sagoma e il suo sferragliare, lo smarrirsi vaporoso nella nebbia mattutina e il fanale anteriore che fende intrepido l’umido delle strade. E mi piace quel suo colore retrò, sbiadito dalle corse dei giorni, la porta che soffia passaggi frettolosi, piedi
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Ci sono cose più serie lo so, e parecchie avevo pure in mente di scriverle, ma l’indole mi trascina imperiosa verso il disimpegno e quindi ecco il post che da un anno attendevo di pubblicare: la risposta alla cruciale domanda Cosa hanno cercato nel 2009 quelli che sono arrivati su questo blog? Tolto Notedicolore e Note di colore che
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di Muriel Barbery Al numero 7 di Rue de Grenelle, signorile stabile parigino, abitano due persone diverse per età anagrafica e provenienza sociale, ma che condividono lo stesso sguardo acuto e sarcastico sul mondo che le circonda: la portinaia Renée (Madame Michel) e la dodicenne Paloma, figlia di un ministro della Repubblica Francese. La voce narrante passa dall’una all’altra mentre
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