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Il talento dell’ignoranza

danza Capita che talvolta si parli con conoscenti di interessi, hobby e sport. Capita che ti chiedano che sport pratichi (anni di ginnastica artistica ti hanno lasciato in eredità un fisico da sportiva che lascia supporre fatiche ben più intense di quelle cui normalmente ti sottoponi). Capita allora che tu risponda: “Danza Orientale”. Segue un breve silenzio, poi una voce lo rompe titubante: “Ah, danza orientale… cioè sarebbe…?” e un altro silenzio galleggia nell’aria, pregno di palpabili punti interrogativi inespressi.

Allora reprimi un sospiro e secca rispondi: “Danza del ventre”. A volte addirittura formuli: “Quella che in Occidente è conosciuta come danza del ventre”.

Il silenzio da interrogativo si fa imbarazzato, occhiate si scambiano furtive e ammiccanti, le parole invece manifestano una partecipazione che solitamente le donne non provano: “Dev’essere bello”, “Ma è difficile?”, e inevitabilmente “Ah, che meraviglia, quei vestiti che tintinnano!”.

La saliva non si blocca interdetta mentre pensi alle immagini che a questo punto stanno scorrendo davanti ai loro occhi e vedi orde invasate adorne di cinture con monetine sferraglianti e cascanti ad ogni passo, vedi movimenti disarticolati e disordinari, la fiera del mimo, la caricatura della femminilità.

A contrasto vedi la tua vita di palestra rubata agli impegni della giornata, le sere in cui sei stanca eppure ti concentri per due ore di lezione da cui apprendere qualcosa di nuovo, i sabati mattina (tutti, tutti i sabati mattina a partire da ottobre fino a giugno) e i week end di stage al termine dei quali desidereresti soltanto avere davanti un altro fine settimana per risposare, le dita viola per l’utilizzo dei cimbali e i palmi arrossati per il bastone, l’ascolto e la ripetizione di ritmi che anziché in quarti si contano in dum e tak

Certo, non è la fatica della danza classica, non sono le punte costrette nelle scarpe torturatrici, ma c’è comunque tanto da studiare e tanto da applicarsi. E’ un altro tipo di studio, che coinvolge anche aspetti musicali, storici, culturali e di stili, per cui non puoi dire di ballare danza orientale se non hai la consapevolezza della diversità della danza popolare dalla danza colta, della codificazione di passi avvenuta contaminando l’Oriente con l’Occidente, del complesso movimento artistico e musicale che prende il nome di baladi, dei balli popolari e di folklore praticati in regioni precise e poi da lì ripresi sotto forma di gesti o singoli passi inseriti nella danza artistica… Non puoi dire di essere una ballerina di danza orientale se non hai una minima conoscenza della musica, degli strumenti e dei ritmi arabi, se non conosci (non dico pratichi, ma semplicemente conosci) gli accessori utilizzati e i rudimenti della loro storia, sapendo distinguere quelli che sono gli accessori della tradizione da quelli introdotti in seguito (e dove, e quando se non da chi…), se non sai quali costumi utilizzare e per quale danza, se non riconosci un movimento come appartenente al repertorio della tradizione o alle nuove discipline fusion

Potrei andare avanti per ore a parlare degli argomenti da approfondire nel contesto della Danza Orientale, che per me non è dunque solo sport o passione o divertimento o allenamento o espressione artistica, ma è anche avvicinamento alla cultura di un mondo da noi distante e diverso.

Invece, agli occhi di chi sente dire Danza Orientale non appare nulla di tutto questo, e in cambio non vengono restituiti se non sorrisetti finto-maliziosi che nessuno si sognerebbe di corrispondere a chi ammettesse di praticare altre forme di danza, dal tango al flamenco, dalla danza moderna al latino-americano… Eppure, la danza contemporanea propone costumi molto più succinti, la danza hip hop o il modern jazz includono movimenti più espliciti e provocanti, ma a nessuna si risponde con uno sguardo che sembra dire: “Ah, ecco, la danza della zoccola”.

Ieri, durante la pausa fra una mattina dedicata all’apprendimento dell’insegnamento e un pomeriggio di tirocinio, un’amica di danza ci chiede: “Avete visto che XXX ha partecipato alla trasmissione ZZZ su canale 5?”. Coro: “E chi è XXX?”, contro coro: “Ma sì, quella che abbiamo visto ballare l’anno scorso al locale YYY” Io: “Che? La tarantolata?”.

Poi ci stupiamo che la danza orientale passi per una danza di poco conto e di malo costume: fintanto che sedicenti ballerine faranno spettacolo della propria pelle e baratteranno l’armonia della danza con trucchi da giocoliere o fuggiranno le insidie di una pausa riempiendo l’attesa con movimenti convulsi e avulsi dalla frase musicale, continuerà ad imperare il cliché della danza orientale come danza del ventre, e non la danza completa, dalla punta del piede alla punta dei capelli, che anni di studio ci hanno insegnato ad amare sempre più.

Così anche la prossima volta risponderai Danza orientale, anche la prossima volta sospirerai dentro te e cercherai in poche parole, senza annoiare, di spiegare che no, non è quella cosa là che ogni tanto si vede alla tivvù.

 

 

La bellissima foto è di Nkzs.

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  • nessuna

5 Responses to “Il talento dell’ignoranza”

  1. Teresa says:

    Leggo e approvo, quante volte viene sotto valutato un lavoro serio di anni ,
    movimenti sinuosi dolci ,privi di volgarità, cm, credo che la colpa sia soprattutto
    di quelle ragazze impazienti che vogliono guadagnare soldi senza impegnarsi troppo.

    Nascono cosi ballerine mezze nude che mettono in mostra soprattutto le loro doti corporee che la capacità di interpretare la danza del Oriente, che, è, una cultura ma soprattutto un arte che ahimè, viene sminuita , o forse non è conosciuta abbastanza da essere apprezzata e rispettata ,

    Chi veramente studia , conosce le difficoltà che bisogna affrontare per separare il torace dal bacino, muoversi con grazia e con sinuosità ..corpo e musica si fondono in tutt’uno!
    Vorrei dire alle ragazze che studiano seriamente ” non perdetevi d’animo continuate a testa alta la serietà con il tempo viene premiata ..certo e difficile e dura …ma gli artisti veri hanno una cosa che dà loro la forza…… è la passione ,
    auguri a tutte voi , continuate a ballare danza Orientale e siatene orgogliose !
    Teresa Gambuti http://www.sahira.it

  2. E’ colpa di una cultura filmica occidentale che ha sempre visto (pensa a Salomé) la danza del ventre come una danza volta alla seduzione inserendoci una forte componente sensuale e, talvolta, godereccia. Direi che mentre la componente godereccia la trovo stupida e quindi non va neanche considerato chi abbia questa opinione, va peraltro ammesso che la danza del ventre può risultare seduttiva e quindi avere una componente di forte sensualità. Ammetto che non é il mio caso, dato che non trovo quella danza particolarmente interessante ( proprio a livello di spettacolo intendo, senza altre strane implicazioni eh…) ma é vero che questa caratteristica l’ha. Questo non toglie che si deve rispettare la professionalità di chi la fa e rispettare le difficoltà di chi la sta imparando (dato che come ogni danza ha delle regole ferree da seguire e richiede allenamento fisico serio) nonché magari risparmiarsi quei sorrisini da ebeti tipici in effetti di molti maschi di fronte ad una donna che dichiari di fare danza del ventre.

    Ciao
    Daniele

  3. monia says:

    è bellissima si la foto.. viva… – quanto al tuo racconto.. che ti dico ale.. il sacrificio.. il sudore e le ore investite ripagheranno te.. sempre e solo te.. tu questo lo sai.. – non avresti potuto, altrimenti.. scrivere questo post con tanta dedizione e trasporto.. – la mia estetista prede lezioni di danza orientale :o) e mi ricordo che quando me ne parò la prima volta mi disse di quanto sia difficile trovare una scuola danza che li offre.. – serena serata.. bacio

  4. Romina says:

    Non aggiungo nulla a quanto hai detto perché hai espresso alla perfezione solo la verità. Peraltro esiste molta ignoranza anche sulla danza in generale, e tanti non comprendono che, per essere ottimi ballerini, occorrono impegno e fatica.

    La danza, compresa quella orientale, è un’arte. Che poi ci siano sedicenti ballerine, in televisione, che muovono appena un gamba e un braccio passando per artiste è un dato triste ma innegabile.

  5. Blanca13 says:

    Ciao! Complimenti per il tuo bellissimo post.
    Pratico la danza orientale da alcuni anni, e l’ho anche scelta come argomento per la mia tesina di maturità. Quello che hai scritto descrive alla perfezione tutto quello che mi succede ogni volta che rivelo questa mia passione.
    Mi ha interessato moltissimo la parte in cui paragoni la danza orientale ad altri balli, molto più “espliciti” e molto meno vituperati. Hai proprio ragione. Io credo che se la “nostra” danza ha una carica seduttiva ce l’ha proprio nel non voler essere seduttiva come scopo primario, nella sua finezza e nella totale assenza di volgarità dei movimenti, nell’essere per prima cosa un divertimento e un piacere per la ballerina. L’atteggiamento di chi non riconosce la natura artistica di questa danza porta, ad esempio, a fare commenti maligni sull’età e sulla taglia delle ballerine, che sono veramente fastidiosi.
    Credo che molti pregiudizi sulla danza orientale siano nati per ignoranza, nel senso etimologico del termine. Con tutto l’impegno di questo mondo non vedo come si possa definire “danza della zoccola” uno splendido Saaidi, per dire. Di sicuro mi capisci. Come ballerine, appunto, credo che abbiamo la responsabilità di far conoscere la danza per quello che è, evitando di assecondare i pruriti di Canale 5 e simili.

    Posso linkare questo post sul mio blog?

    Blanca13

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