Al pari della bellezza, la banalità sta’ negli occhi di chi guarda. E talvolta è bello fare la spesa, rientrare a casa, e stirare una pila di camicie. Le tue. Ora ho i capelli rossi e mi piacciono tanto. Sorrido perché sono sempre io, e sgranocchio cioccolatini.
Vivo in questa casa da dieci anni, i primi due mesi senza mobilio ad eccezione di un tavolo, la rete del letto e un vecchio comodino su cui stava il forno a microonde. I vestiti appesi in un armadio di plastica e la biancheria in grandi scatole colorate che in seguito avrei utilizzato per i costumi da danza. All’incirca in
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Una volta un’amica mi ha detto: “Hai uno stile molto personale nel vestire, molto riconoscibile”. Prima che me lo facesse notare lei, non me ne ero resa conto. Talvolta gli altri vedono in noi aspetti che noi stessi, compresi nella nostra identità, non sappiamo cogliere: li vediamo allora attraverso gli occhi altrui e li riconosciamo e accogliamo, oppure li allontaniamo
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Leggo una recensione, parla di un libro zeppo di poesie e di canzoni, che forse è un po’ la stessa cosa. Parla di autori a me cari, di cantautori e di altri che non ho mai sentito nominare o che non ho mai voluto ascoltare. Parla anche di una canzone che ho conosciuto solo nell’interpretazione approssimativa di mia nonna, che
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di Erri De Luca Erri De Luca torna a raccontare la Napoli del dopoguerra filtrata attraverso gli occhi di un bambino: un bambino che cresce orfano in una stanzuccia affacciata sul cortile dove cresce e impara a confrontarsi con il mondo esterno. Impara che la paura è timida, ha bisogno di essere sola per venire allo scoperto. Impara che per
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di Elisa Biagini E’ la prima volta che mi trovo a commentare una raccolta di poesie. Forse perché la poesia la si legge, preferibilmente a voce alta; forse perché talvolta non la si capisce (almeno, a me capita) ma la si ascolta risuonare in noi. Della raccolta Nel bosco di Elisa Biagini mi è venuto spontaneo scriverne, per fissare quegli
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Non lo conoscevo (d’altra parte non ho mai ascoltato jazz), ma una mia amica sì, e quindi stasera sarò al Blue Note. Arriva sempre il momento di cambiare musica. E comunque stamane il cielo di Milano era interrotto soltanto dai profili netti delle montagne innevate. Limpido e cristallino: quasi un suono di tromba.
Ero scettica e anche piuttosto svogliata all’idea di vedere Avatar. Invece devo ammettere – se mi si passa il termine poco tecnico – che il 3D è proprio figo… Rimani tutto il tempo del film ad ammirare gli effetti dei piani sfalsati, i colori, i fiori e le piante rigogliose, gli insetti e la polvere che sembrano davvero sospesi in
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