Archive for March, 2010

Giorni, ritorni

Google Reader mi ricorda che ho molti arretrati da leggere. E mi mancano le parole degli amici internauti. Sono giornate un po’ convulse… Ma dice Bréton La bellezza sarà convulsa, o non sarà (Nadja, quel libro che ho atteso tanto, e che finalmente ho letto).

Bothanica

Metti l’universo di Pandora, ma togli la pellicola cinematografica: aggiungi un sapiente gioco di colori, costumi e luci e avrai davanti ai tuoi occhi Bothanica, lo spettacolo in cui Moses Pendleton fa danzare i suoi Momix in coreografie ispirate ai ritmi della natura vegetale e animale. Le sonorità sono primordiali, un po’ Sound of the Nature, un po’ ritmo tribale.
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Nebbia

di Miguel de Unamuno E’ il 1914, in Spagna Miguel de Unamuno dà alle stampe Nebbia, romanzo o novella o nivola, nella parole che l’autore attribuisce al Vìctor Goti autore del prologo. Nebbia è infatti dichiaratamente uno scritto sperimentale, che infrange i canoni del romanzo mettendo in scena l’autore e facendolo dialogare con i propri personaggi, inserendo un prologo da
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Spizzichi di cronaca

Così ieri sera abbiamo debuttato a porte aperte, lezione di teatro al cospetto di un (non troppo folto) pubblico che ha assistito alle nostre improvvisazioni sui dove e sui chi. La prima improvvisazione si è svolta in uno studio medico e ne sono stata spettatrice, sorridendo per come i miei compagni hanno riprodotto dettagliatamente l’ambiente e per come hanno vissuto
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La flaneuse flamboyante

Milano è un grande videogioco, allucinazioni vi spuntano come funghi e non mi vedono, con i loro occhi grigiastri e la consistenza di una bolla di fumo. Soltanto io le raccolgo, con dita di velluto, per custodirle dietro palpebre di vetro. Il sole tenero e accogliente guida un girotondo verso il parco Lambro: che fosse così vicino, non mi ero
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Shantaram

di Gregory David Roberts   In veste di turisti, visitando un paese non facciamo altro che scivolare sulla sua superficie, spesso senza riuscire ad intaccare l’immagine nitida e levigata che si propone ai nostri occhi. Questo penso leggendo Shantaram, che ci proietta sotto la pelle dell’India, in mezzo alle persone che vivono all’interno degli slum e a contatto con situazioni
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Nivole

Anche Unamuno era un Bilancia. Chiaro, fin dalla prima pagina. Indefinitamente chiaro. Come la nebbia.

Leggere, leggermente

Cerchiamo nei libri: risposta a domande incerte, soluzione ad enigmi vissuti. Da altri. Consolazione, in fondo: conforto. Comunione, partecipazione. La certezza di non essere solo, solo ad avere sofferto. Motivazione, modulata spiegazione. Senso. Le parole non sono senso, non hanno senso. Insensibili. Il senso di chi legge: non troviamo nella pagina scritta ciò che non troviamo nelle nostre pagine. Mi
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