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Leggere, leggermente

teardrop Cerchiamo nei libri: risposta a domande incerte, soluzione ad enigmi vissuti. Da altri. Consolazione, in fondo: conforto. Comunione, partecipazione. La certezza di non essere solo, solo ad avere sofferto. Motivazione, modulata spiegazione. Senso.

Le parole non sono senso, non hanno senso. Insensibili. Il senso di chi legge: non troviamo nella pagina scritta ciò che non troviamo nelle nostre pagine.

Mi sfoglio, contro stagione. Tremo, e non basta il sole. 

Quelle parole senza senso fanno male e vibrano eterne. Della macina del tempo, farina inconsapevole. Il freddo permane, si allunga in primavera posticipata.

Modifichi una nota e non è più la stessa melodia.

Sposti uno scalino e non è più la medesima scala.

Pronunci una sillaba e non è più la medesima vita.

Questione di accenti. Sincopato. Uno sbadatamente scivola un poco più in là, dove ieri non c’era, e voilà: cadi. Marionetta che precipita nel baratro del non detto. Interdetto.

Buio. Silenzio.

Apri gli occhi: una pagina bianca.

Una lacrima scivola, lenta. Chiudi il libro.

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3 Responses to “Leggere, leggermente”

  1. monia says:

    ieri sera ti pensavo.. avevo il pc già spento.. altrimenti sarei venuta prima.. – quì lascio la traccia.. e passo dall’altra parte.. un abbraccio mai cara ale

  2. baskerville says:

    ci si sente fuori posto come neve sopra il mare, fuori tempo di un secondo quando vorresti essere ora. sono solo parole mischiate a punta, che chi legge legge per sé, imitando chi le ha scritte. rubando e facendo proprio.
    è solo tempo di aspettare, forse. che passi il vento per tornare a sentire.

  3. ha colto in modo poetico quando sia insensato quel che viviamo. Non perché non significhi nulla, ma perché a volte è davvero sufficiente il cambio di un accento per direzionare la vita in un modo o nell’altro. Siamo davvero protagonisti di tutto quel che ci accade. Impossibile. Ed è meglio così a volte; meno responsabilità, minori colpe, minori angosce. Ma spesso c’insegnano il contrario, così è nato il senso di colpa che schiaccia. Non voglio dire che non siamo mai responsabili, solo che ci vorrebbe una via di mezzo, in medio stat virtus.

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