Archive for June, 2010

Strade

Ho letto su Poesia di maggio (sì, sono indietro di un mese….) e riporto questo testo di Ruth Bidgood, che trovo bellissimo (peccato non averne a fronte la versione in lingua originale… ) Inutile chiedersi che lago protetto da aironi si trovava nell’altra vallata, o rimpiangere i canti del bosco che non avevo attraversato. Inutile chiedersi dove potevano portare altre
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Luglio viene

Ho letto sul Corriere di domenica un articolo sull’ozio creativo: parrebbe che nel frenetico mondo moderno non siamo più in grado di gustare di quei momenti di dolce far niente che sono indispensabile preludio all’attività creativa. Rendiamo le nostre giornate iper-attive fuggendo il silenzio, la riflessione, le pause in cui l’immaginazione si addensa e prende forma per perderla e plasmarsi
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Amico fragile

Uno spettacolo che omaggia De André e che accosta poesia e canzoni non poteva non richiamare la mia attenzione: così ieri al teatro Out Off fra le fila dei non numerosi uditori c’ero anch’io, con il mio bagaglio di canzoni impresse a memoria a furia di ascolti e nelle orecchie il suono della voce del Faber. Premesso questo, lo spettacolo
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Limiti

Il problema non è  (quasi) mai come ti vedono gli altri. Il problema è come ti vedi tu. Allieva: “Complimenti per lo spettacolo, sei stata eccezionale” Io, allontanandomi perplessa e tuttora chiedendomi: “Ma per chi mi avrà scambiato?” Io sono il mio limite da infrangere.

[In]decisione

Ammiro le persone che hanno opinioni forti e che le sanno esprimere con chiarezza e capacità di argomentazione. Io, da vera Bilancia, oscillo nella rete a maglie fitte dei pro e dei contro e osservo ogni cosa alla stregua di un icosaedro. Colgo le sfumature, anche le più tenui: sono una specialista della scala cromatica. L’alterità sta tutta in una
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Fatiche di giugno

In una giornata più autunnale che estiva (a dispetto del calendario) si è consumata la fatica culminante l’anno di danza: il famigerato saggio di fine anno. Sono sempre un po’ scontenta alla fine, devo ancora trovare la chiave che mi consenta di ballare come durante le prove… Comunque stasera e martedì replicheremo Eklectika… e poi davvero fino a settembre sarà
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Le mie comari

Io non lo so dire quanto è stata bella la serata di ieri. So solo che sono fortunata, perché ho amiche splendide con cui parlare e confrontarsi su qualsiasi argomento, senza giri di parole, senza sottintesi, senza remore di convenienza. Amiche che ti fanno riflettere sulla sterilità di un “non riesco” di fronte al solare incedere del “non riesco ancora”.

All that Jazz

Avevo fretta un tempo. Fretta di arrivare, non so ben dove. Per questo non amavo il jazz, al punto da considerarlo persino noioso. Invece è semplicemente presente: non corre avanti e non si imbambola nella contemplazione del passato. Il jazz si gode il momento, nella pienezza di una improvvisazione di sax. Forse è questione di età o di maturità. Forse
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Keep it wild!

Si programmano molte cose, ma spesso le più belle giungono inaspettate. Come scoperte inattese di un girovagare all’interno di un perimetro grossolanamente definito. Andiamo a Chelsea per un giro delle gallerie d’arte, e subito notiamo una sopraelevata accessibile a piedi. E’ una vecchia rotaia trasformata in passeggiata in mezzo al verde. E per verde non si intendono aiuole ordinate, ma
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