di Orhan Pamuk Pamuk ti afferra e ti porta in Turchia. E’ sufficiente un accenno alle strade di Istanbul per sentirne nelle narici l’odore, per provare una nostalgia irrefrenabile e l’impulso di correre a prendere il prossimo volo. Per lo meno, questo è l’effetto su di me, che in Turchia sono stata, seppure per una manciata di giorni. Più
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C’è stato un tempo in cui credevo che il mondo del lavoro fosse di gran lunga più divertente e meno stressante degli esami all’Università. Internet nel 2000 era il grande boom, le famiglie scoprivano la rete anche se a passo di modem 28,8 o – nei migliori dei casi – a 56k… Il numero degli utenti raddoppiava rispetto all’anno precedente
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Mi chiedo se sempre verrà il solleone accompagnato da nausea mista ad afa, se questo sole secca le vene. L’ipod suona Tutta mia la città e nell’interpretazione di Giuliano Palma riconosco le note che cantava mia mamma tanti anni fa. Le strade davvero deserte sono parole che placano lo stomaco. Me le immagino come figurine di un luglio che non
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Sono tornata a Milano attraverso un cielo di zucchero filato, quello di quando ero bambina: rosa, soffice ma dall’anima filacciosa. In tempo per gli ultimi minuti della finale dei Mondiali, e soprattutto prima che sulla città si abbattesse la tromba d’aria. Odio il vento, e chi viene dal mare e lo ha sentito ululare nelle sere autunnali lo può capire.
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