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4 settembre 2010

fiori Un raggio di luce filtra fra le imposte, è mattina presto. Quel tanto di chiarore basta per leggere l’ora: le sette del mattino. Non ho più sonno sebbene abbia dormito poco, ieri sera la cena con gli amici e poi il rientro al Castello sotto una stellata che faceva presagire un domani sereno.

Così mi alzo, sgattaiolo in cucina e guardo fuori, la campagna illuminata dal primo sole e il cielo terso che mi sorride. Ricambio il suo sorriso.

Mi aggiro fra cucina e salotto, inizio a riempire i coni di riso e a disporli nei cestini alternandoli con le bolle di sapone. Appena Fra si sveglia spalanco tutte le finestre, felice del tepore che arriva da fuori.

La colazione con famigliari e amici, poi la preparazione del tableau e l’arrivo delle mie comari belle… Passeggiamo in giardino, ridiamo, è l’inizio bellissimo di una giornata perfetta. Riesco persino a godermi un tuffo in piscina prima dell’arrivo della fiorista. Da questo momento in poi, le lancette dell’orologio però accelerano: arriva il parrucchiere, l’estetista, il fotografo… Il nostro appartamento si trasforma in un piccolo harem, con mamme sorelle amiche che assistono e partecipano ai preparativi.

E finalmente sono vestita, ed è ora di correre in paese per non essere troppo in ritardo: correre, per quanto il vecchio Maggiolone lo consenta. Papà è emozionato anche più di me, non parla. Arriviamo in piazza, tanti volti noti ma anche qualche passante che si è fermato per curiosità: scendo dall’auto e ci avviamo, gli scalini difficili da salire con lo strascico (ma l’ascensore rovinerebbe la poesia del momento). Entriamo nella sala, il babbo mi lascia di fronte al banco, l’arpa e il violino suonano e io e Fra ci guardiamo ridendo senza sapere cosa fare. Entra il Sindaco, legge gli articoli del matrimonio: è il solo momento della giornata di cui abbia un ricordo un po’ vago, frastornato dall’emozione. Invece nitidi sono i nostri , e il momento in cui ci scambiamo anelli gialli che credevamo bianchi, unico imprevisto nell’evento. Poi gli auguri e la pioggia di riso, le bolle di sapone e gli abbracci, e le campane della Chiesa di fronte che prendono a suonare partecipando alla gioia generale.

Le foto sotto i portici in piazza, poi nei vigneti…. le preoccupazioni per lo strascico che infine si rassegnano vedendolo ormai sporco di terra e di foglie, e l’arrivo al castello: non smettiamo mai di sorridere, è un pomeriggio bellissimo.

Riesco persino a gustare la cena (perché gli sposi non dovrebbero mangiare?) e le chiacchiere fra i tavoli. E’ una sera calda, si sta bene anche in cortile, a guardare le stelle ammiccanti d’augurio mentre infine ci salutiamo.

Se avessi saputo immaginare tutto nei minimo dettagli, non avrei desiderato nulla di diverso. Sono felice. 

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6 Responses to “4 settembre 2010”

  1. baskerville says:

    niente di meno per chi sa nascere al mare

  2. Bibi says:

    e mi commuove anche leggerlo, che le immagini mi si affollano felici 🙂
    Bibi

  3. monia says:

    com’è la storia degli anelli gialli?
    happy to read you happy 😀

  4. La Marti says:

    Di nuovo auguri Ale!!

  5. Blue says:

    la cura amorevole dell’amore

    auguribelli

  6. clod says:

    e che bella che eri 🙂

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