Archive for April, 2011

Pastorale americana

di Philip Roth   Non puoi conoscere cosa passa nella mente degli altri, non puoi conoscere neppure chi ti è più vicino: questo sembra dirci Philip Roth in Pastorale americana. E ancora, persino chi si affanna ad affermare “Questo sono io” dovrebbe in realtà affermare “Questo non sono io” perché non conosce pienamente nemmeno sé stesso, c’è sempre un lato
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Zazie nel metro

di Raymond Queneau Nei giorni a Praga mi ha tenuto compagnia Zazie nel metro, un libro che si legge velocemente per il susseguirsi di avvenimenti e colpi di scena e per il divertimento che deriva non soltanto dalla vicenda ma soprattutto dalla straordinaria maestria di Queneau di giocare con il linguaggio. L’esplorazione delle possibilità linguistiche di significati e significanti (doppi
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Memorie d’Australia

Sono passati ormai 3 mesi dal nostro ritorno dall’Australia, 4 dalla partenza. In tutto questo tempo non ho scritto nulla su un viaggio che pure è stato molto ricco e vario, o forse proprio per questo motivo non sono riuscita a condensare in breve le esperienze, le sensazioni, le emozioni provate. Australia. La prima volta che mi sono sentita davvero
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Non ho più l’età (ma forse non l’ho mai avuta)

Finalmente ieri, ultima sera di Fuorisalone, esco a fare un giro in zona Tortona (abito a due passi dal centro degli eventi, ne subisco i disagi per il traffico e l’affollamento dei mezzi pubblici, e – prima per un motivo poi per un altro – non ero ancora riuscita a godere il beneficio di un’occhiata alle ultime tendenze del design).
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Tre cavalli

di E. De Luca Un uomo fattosi giardiniere sulla mezz’età, il profumo della salvia, del basilico e del prezzemolo nelle calde giornate di un’estate incipiente, i segni del passato come rughe nette e orizzontali all’attaccatura del collo, il movimento del cucchiaio che si intona allo sfogliare di pagine usate, un nuovo amore improvviso che unisce le proprie emozioni a sentimenti
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La pioggia, infine

L’aria di polvere bagnata è quella delle estati ormeasche di trent’anni fa. Il cielo a strappi improvvisi di Hamilton Island, e sono tre mesi, quando una parete di pioggia s’è rovesciata davanti alle nostre colazioni riparate da un tetto di paglia. E questo monumento inatteso di roccia e neve esplode nel cielo lavato a nuovo così che lo spazio torna
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Una mattina di giugno

Mescolo il latte con il caffè, la finestra aperta di luce. Quest’aria sa di giugno, mi confondo nella camiciola leggera. Avevo altri pensieri, progetti diversi. Ora sono schegge, non diverse dai resti di petali e foglie che il vento ha soffiato attraverso le finestre di ieri. Le raccolgo sul palmo della mano, secche e schiacciate da non valere più nulla.
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Note verdi

Amore mio, le vedi queste foglie di stucco verde questi boccioli chiusi mentre attraverso strade e marciapiedi fioriti… Ieri erano pensieri come aerostati colorati, sospinti da note più che primaverili. Oggi, le tue ali non sento gravare sulle mie spalle, sì che la loro assenza non mi è leggera.