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Praha – Praga – Prague

Prague, PrahaPraga è uno scrigno di meraviglie aperto sulla Moldava.

Meraviglia è Stare Mesto, la città vecchia, dove arriviamo a piedi da Josefov, il quartiere ebraico di più recente costruzione, art Nouveau e fascino di secolo scorso. Staromestske Namesti (la piazza) si rivela inaspettata. Non sappiamo da dove partire per non perderne un solo centimetro, giriamo attorno alle tende rosse delle bancarelle che circondano la statua di Jan Huss, nell’aria il profumo di dolci per Pasqua: l’astruso orologio astronomico incastonato nella torre del Municipio, la chiesa di San Nicola affrescata, l’affascinante svettare di Santa Maria davanti a Tyn che di sè mostra il meglio la sera, quando diventa un baluginare di luci, stelle scese a vegliare sopra i tetti, a portata di mano.

Meraviglia è il Ponte Carlo, raggiunto addentrandoci nei vicoletti dietro al Municipio: il ponte più antico sulla Moldava, che dalla città vecchia porta ad un quartiere più antico ancora, Mala Strana (il piccolo quartiere), istantanea della Praga barocca. Saliamo lungo via Nerudova, le insegne dipinte sui muri prima dei numeri civici indicano le famiglie e le attività: i tre violini, il maiale, il cigno… La salita ci porta allo spiazzo antistante il castello, dove la luce del tramonto scalda l’ampia distesa di tetti rossi.

Meraviglia sono i giardini fioriti all’aria tiepida di fine Aprile, tripudio di colori delicati fra pietre secolari e ciliegi che regalano petali ad ogni soffio di vento. Ci sediamo fra gli alberi nei giardini sotto il castello, una pioggia rosa e gentile ci sfiora come una benedizione.

Scendiamo ancora verso Mala Strana, fino all’isola di Kampa, passeggiando fra le viuzze quiete dove l’antico incontra il moderno: improvviso si allunga il muro pieno di scritte e disegni dedicato a John Lennon.

Nove Mesto (la città nuova) mostra i suoi palazzi art Nouveau e i caffè d’atmosfera inizio secolo, architettura non troppo dissimile a quella del più patinato Josefov, dove ritorniamo al termine di ogni nostro giro. Fra le costruzioni moderniste si scoprono le sinagoghe e il cimitero ebraico, affastellato di iscrizioni e consumato dagli anni.

Tutti i quartieri della Praga storica si stringono in un raggio percorribile a piedi, spesso da un quartiere scivoliamo inavvertitamente in un altro, ce ne accorgiamo dalle insegne rosse delle vie che indicano la zona. Anche la sera la città invita a camminare, per smaltire con i passi oltre che con la birra la cucina gustosa ma non troppo leggera. Scopriamo nuovi angoli, come la Porta delle Polveri illuminata di pietra nera, e ne riscopriamo altri con sapore e fascino diverso alla luce soffusa dei lampioni notturni.

E’ la passeggiata lungo la Moldava, sullo sfondo il castello e il Piccolo Quartiere, a concludere le nostre sere e i rapidi giorni a Praga.

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