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Leggendo Cortazar

orizzonteCaro Cortazar,
stamattina leggendoti ho colto che fra Me e Te non può essere ponte, ma solo un gran balzo. E che paura nel prender la rincorsa! Serve chiudere gli occhi ben stretti per non cadere nel vuoto…
Così la letteratura è Arte di tornire ponti e di raccogliere assi, di impastare malta: ma l’orizzonte è nebbia e non fornisce appoggi.

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3 Responses to “Leggendo Cortazar”

  1. Bibi says:

    ….sarà molto poco poetico…..ma sai che non ho capito nulla? [non amo fare la finta intellettuale e lasciare frasi ad effetto come fanno in molti per darsi un tono, se non ho capito, preferisco chiedere].
    un bacio 🙂
    B.

  2. Alessandra says:

    Certo, Bi! Non si tratta di ignoranza, è che a volte scrivo cose davvero poco comprensibili a meno di non essere nella mia testa 🙂 dunque, Julio Cortazar teorizza (beh, non è il solo in questo!) l’incomunicabilità fra l’Io (soggetto) e l’Altro (dove l’altro può essere una persona, il mondo, il divino…) e in “Rayuela” introduce una serie di “ponti” (fisici, metafisici o metaforici) che dovrebbero servire a superare questo divario, ma in realtà nessuno di questi ponti funziona.
    Già tempo prima, in “Teoria del tunnel” aveva parlato della letteratura sua contemporanea come di tunnel, o ponte, o passaggio fra l’Io e l’Altro. In questi giorni leggendo “Storie di Cronopios e di Famas” ho letto una frase che mi ha fatto pensare a come l’impossibilità di creare un ponte, un passaggio logico-sequenziale, sia superata solo dall’intuizione conoscitiva (il balzo).
    Il processo conoscitivo per intuizione non necessita di sensi (gli occhi), anzi richiede lo sforzo di disancorarsi dalla realtà sensibile, con tutti i rischi che ciò comporta: non essendo razionale e oggettiva, questa conoscenza sarà vera? O sarà una caduta in errore? D’altra parte, l’Altro è un mistero avvolto nella nebbia e ogni tentativo di arrivarci “per gradi” e non per “salti” non offre comunque appigli.
    Il tema dell’Inconoscibilità dell’Altro e di una “comunicazione vera” mi ha sempre affascinato… possiamo dire di “conoscere davvero” qualcosa o qualcuno? E le stesse parole hanno per tutti il medesimo significato? O piuttosto quanto significato c’è dietro le parole, significato che si perde nel passaggio verbale?
    Inutile aggiungere che Cortazar è uno dei miei autori preferiti…

  3. Bibi says:

    Sarei potuta essere la musa di Cortazar allora, per quanto pèoco mi lascio corrompere dalla realtà e quanto tanto [sì, quanto tanto^^] invece tendo sempre ad entrare nella dimensione che sento più naturale per me ovvero la naturalità senza ausilio dei sensi nè della ragione.
    il ponte non può esistere per me (il ponte di cui parli qui sopra), mentre il balzo….è una cosa che faccio sempre istintivamente. direi che mi crea spesso problemi con il mondo reale infatti, data la mia propensione a fregarmene delle reazioni dello stesso.
    personalmente lo trovo l’unico mondo vero.
    mi hai incuriosita, devo leggere qualcosa di sto tizio, così come descrivi mi piace.
    bacioni 🙂
    Bibi

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