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Pit stop ad Abu Dhabi

Sheikh Zayed MosqueProbabilmente non l’avrei scelta come meta per un week end, ma dal momento che ci è capitata la fortuna di essere invitati ad assistere alla penultima tappa di F1 del 2011, Abu Dhabi è diventato un altro flag sulla mia mappa delle località visitate.

Tre giorni per assistere al Gran Premio e viverne l’atmosfera allo Yas Marina Circuit, ma anche per esplorare la città e i suoi contrasti, a partire da quello – immediatamente evidente all’arrivo sul suolo arabo – fra architettura ultra-moderna e permanenza della terra desertica. Non si può parlare di contrasto fra moderno ed antico, perché in Abu Dhabi nulla è antico. Le radici di questo paese  sono probabilmente all’interno, nelle oasi nascoste fra le dune di sabbia, dove solo i locali riescono ad orientarsi grazie ad una abilità ancestrale che supera il costante mutare dell’orizzonte.

Così ci si trova di fronte ad un vasto numero di palazzi di cemento e di vetro, come poggiati per caso e provvisoriamente, in attesa di essere destinati ad una metropoli americana o europea: palazzi che si stagliano imponenti a disegnare lo skyline sullo sfondo di una spiaggia dal mare turchese, giganteschi centri commerciali che racchiudono la maggior parte dei negozi della città, grandi alberghi di catene occidentali e lo sfarzoso Emirates Palace, enorme albergo dal sapore orientale il cui profilo è riconoscibile a distanza, di giorno come di sera, quando il suo giardino si illumina di mille luci. Tutto sembra grande e ricco, emblema ne è l’unico distributore di lingotti esistente al mondo, che guarda caso si trova proprio all’interno dell’Emirates Palace. E’ sufficiente selezionare una grandezza di lingotto  e inserire la propria carta di credito (spesa minima per l’acquisto di un lingotto: 700 euro…) per portare a casa un originale ricordo del soggiorno.

Fra grattacieli dal design d’avanguardia e fast food di imitazione americana incontri molti europei, trasferiti per lavoro o in viaggio per affari, e incontri (forse minoritaria) la popolazione locale: vestiti per la maggior parte con i costumi tradizionali, una tunica bianca immacolata per gli uomini e una veste nera per le donne. Persino all’interno del Ferrari World (parco di divertimenti tematico della casa di Maranello) e presso il circuito di F1 di Yas Marina vediamo donne velate di nero  e uomini ammantati di bianco, a fianco di turisti europei e ragazze dai vestiti succinti.

Ferrari World e Yas Marina Circuit sono a poca distanza dalla città, ma già circondati da distese di sabbia che li fanno sembrare opere di extra-terrestri. Un centro commerciale e un altro parco di divertimenti sono comunque in progetto poco distante, così che presto le due costruzioni non saranno più isolate in mezzo al nulla.

Anch’essa fuori città e moderna è la Moschea intitolata allo Sceicco Zayed, padre della Patria: terza moschea al mondo per grandezza, si profila bianca contro il cielo azzurrissimo. Un bianco interrotto soltanto dagli intarsi floreali nel marmo delle colonne e del pavimento dell’esteso cortile. Naturalmente per entrare in quanto donna devo indossare una tunica nera e coprire il capo, ma non mi aspettavo altrimenti. La moschea è forse l’unico edificio veramente degno di essere visitato, per lo meno da chi come me non nutre una passione particolare per le auto e le corse.

Del GP infatti mi godo soprattutto la vista che si apre dai nostri posti su un cielo che trascolora dall’azzurro all’arancione al rosa pallido ed infine al blu notte, mentre il sole si incendia e si spegne. Un cielo così mette voglia di lasciare l’abitato ed inoltrarsi nel deserto, per studiare le stelle e ammirare la via lattea in totale mancanza di luci di disturbo. Il fascino del deserto: ecco, questo potrebbe essere un motivo per tornare.

 

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2 Responses to “Pit stop ad Abu Dhabi”

  1. monia says:

    ..molto molto belle le foto ale.. probabilmente non ci andrei nemmeno io.. ma già che c’eri ;o) ..kinda sex and the city 😀 ..bacio

  2. alessandra says:

    grazie :-))) le mie prime foto-reflex 😀
    Ho scoperto solo quando ero lì che il secondo Sex and the city è ambientato ad Abu Dhabi… anche se pare che sia girato in Marocco (io non l’ho visto quindi non so dire…)
    baci

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