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Un lungo cammino

Quando (ormai 3 anni e mezzo fa) ho aperto questo blog avevo molto più tempo, almeno così mi pare ora. Facevo più cose di quante non ne faccia adesso, seguivo più corsi, divoravo altrettanti libri, ma pure leggevo con regolarità diversi blog e scrivevo quasi quotidianamente. Vero è che spesso queste ultime due attività erano confinate in ore notturne, dopo la mezzanotte, quando mi trovavo a leggere e a scrivere a letto col mio portatile, fino ad addormentarmi con le dita sulla tastiera. Forse semplicemente ora dormo di più.

E’ un tempo che sembra lontanissimo, non soltanto per le ore di sonno che allora perdevo impunemente, ma per una disposizione d’animo totalmente cambiata. Me ne rendo conto leggendo tanti post in giro per la rete, che denotano una insoddisfazione esistenziale e che mi ricordano la me stessa di allora. Malessere e desiderio di cambiare sbandierati ai quattro venti, se sfoglio all’indietro i calendari li trovo pure nei miei giorni: tuttavia oggi mi appartengono così poco che non riesco più a comprenderli. Trovo che spesso dietro ci sia dell’autocompiacimento o una facile captatio benevolentiae, seppure a livello inconscio o semi-conscio. Come è possibile vedere sempre il lato negativo e piangersi addosso anziché respirare la vita a pieni polmoni?

Quello che è cambiato in me è lo stato d’animo di fondo: certo ci sono i giorni in cui sono triste, o malinconica, o incazzata, o stanca… ma sono momenti, contingenze, che non intaccano la serenità di base, come le onde del mare sono increspature su profondità calme. Tutto l’opposto dei momenti di euforia su fondamenta di insoddisfazione.

Se mi volto indietro, non riesco a individuare un momento, un qualcosa che abbia determinato questo cambiamento così fondamentale. Probabilmente è stata la somma di tanti fattori, a partire da letture che mi hanno avvicinato al pensiero orientale, ma anche la lettura di Jung e di Irvine, i corsi di recitazione, i viaggi (preziosi, splendidi, arricchenti viaggi): mi piacerebbe poter suggerire una strada, ma probabilmente non ce n’è una sola e ciascuno deve trovare la sua.

Quello che posso dire per esperienza è che la strada c’è, basta volerla trovare. Forse è la volontà che a volte manca, perché lamentarsi è facile e spesso attira “solidarietà di comodo”: ma una vita passata a lamentarsi è ben triste cosa.

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8 Responses to “Un lungo cammino”

  1. kovalski says:

    la vita molto spesso dipende semplicemente dal modo in cui la si prende. hai ragione.
    e quando lo si è trovato, l’importante è non perdere il modo 🙂

  2. alessandra says:

    Già, il modo bisogna riscoprirlo ogni giorno 😉

  3. kovalski says:

    o quello, o essere capaci di non lasciarselo mai sfuggire… 🙂

  4. Barbara says:

    ecco vedi? alla fine la storia del doppio non è mica tanto campata per aria. ancora una volta, ognuna con il proprio modo e con le proprie espressioni, ci ritroviamo immerse nelle medesime (o molto simili) considerazioni. che ovviamente solo tu ed io cogliamo, che se altri leggessere il tuo e mio post, non credo le vedrebbero.
    ti adoro sai. <3

  5. alessandra says:

    Ecco, proprio questo intendevo Bibi 😀

  6. monia says:

    …un po’ come avrebbe detto churchill.. it’s all a matter of attitude.. un po’ eh 😀 ..

  7. ZioDimi says:

    Molto bello Ale… Molto bello…

  8. Oscar says:

    Ti scopro accidentalmente …ed è stata una bella sorpresa perchè risuono. Se ti va… http://www.oscardimontigny.it …sii felice! Ox

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