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Ancora sull’alimentazione

Ci sono due aspetti sorprendenti di questa mia fase salutista (che spero duri a tempo indeterminato): il primo è che ho voglia di sperimentare in cucina, anche quando le cose vanno male. Per esempio, oggi ho commesso l’errore di mangiare mezzo panetto di tofu a crudo, a dadini in insalata… come fosse stato mozzarella. Ecco, il pomeriggio è trascorso pesantemente in digestione del mattoncino bianco, ma non ho concluso (come forse avrei fatto qualche tempo fa) che il tofu è una schifezza, semplicemente mi sono riproposta di cucinarlo le prossime volte, seguendo peraltro le istruzioni stampate sulla confezione (che ahimè ho letto troppo tardi!).  Ho voglia di sperimentare accostamenti nuovi e ingredienti nuovi… e di migliorare i piatti che mi rimangono bene.

Il secondo aspetto è comunque più “sconvolgente”: ho meno voglia di mangiare cibi “pasticciati”. Meglio mangio e meglio mangerei, insomma… Prova ne è il fatto che stasera, passata da casa prima di andare a lezione di danza, ho disdegnato la dispensa con i biscotti e il cioccolato e ho preparato una sorta di macedonia con pere, melagrana e noci. Tornata a casa con un certo languorino poi ho nuovamente disdegnato biscotti e cioccolato e mi sono fiondata sull’ultima mela rimasta in cucina! Chi mi conosce un po’ sa che tutto ciò è lontanissimo dal modo di mangiare che mi era abituale… Ora sto già pregustando il couscous con le verdure che ho intenzione di preparare per cena domani sera! Il fatto che mangiare sano inneschi un circolo virtuoso di voglia di cose naturali è già di per sè uno sprone a cambiare la propria alimentazione…

E sì, lo so, sono finita di nuovo a parlare di cibo anziché scrivere di Hong Kong! Ma un passo avanti l’ho fatto, ora le mie foto sono sistemate e su Flickr ne trovate una piccola selezione, giusto un assaggio (per rimanere in tema!). Il resto arriverà a breve.

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9 Responses to “Ancora sull’alimentazione”

  1. Titti says:

    Ciao Alessandra!
    Rileggendo il mio post su Newport, dove mi hai lasciato un commento, mi è venuto l’impulso di tornare a trovarti. Se ti fa piacere…
    Il tofu, nudo e crudo, è immangiabile anche per i palati avvezzi.
    Una ricetta facile è questa: lascialo macerare nel limone, shoju, poco olio evo, sale, pepe e origano. Dimenticatelo in frigo qualche ora (meglio, una notte) e mangialo con l’insalata mista. E’ molto saporito. Se lo autoproduci il tofu è ancora più buono e delicato. Ciao e buona giornata!

  2. alessandra says:

    Ciao Titti,
    grazie mille per il suggerimento! Lo proverò sicuramente e ti farò sapere 😉 Al momento sono proprio agli inizi del “cambio di regime alimentare” quindi l’autoproduzione del tofu è ancora lontana… fai conto che ho riiniziato da poco a “sfornellare” dopo un lungo periodo di lontananza dalla cucina…. ma prima o poi è probabile che arriverà anche a cimentarmi con l’autoproduzione … un gradino alla volta 😉

  3. kovalski says:

    credo sia una cosa comune che quando si inizia a mangiare “bene” (ovvero, non unto, non grasso, non pesante), si inizia ad aver voglia di mangiare non pesante non grasso non unto… è accaduto anche a me.

    …poi, ogni tanto scatta la voglia-di-schifezze, ma questo è un altro discorso 😀

    • alessandra says:

      Poi non è che non sto mangiando pesante ogni tanto 😉 tipo il trancio di pizza unto di lunedì non lo classificherei nei cibi sani 😀 Ma che l’eccezione non sia la regola e che la regola faccia sentir meglio è una scoperta piacevolissima 🙂

      • kovalski says:

        e per un po’, sarà sempre più così…

        poi, un buon giorno ti scofanerai 4 chili di caramelle gommose, tipo, oppure 3 portate di polenta voncia… 😀

  4. Titti says:

    Alessandra, mi sono dimenticata di dirti che il panetto di tofu, prima di ricoprirlo con il sughetto, va tagliato a fette dello spessore di circa mezzo centimetro. Fammi sapere, ci tengo!! 🙂

  5. Barbara says:

    buahahhahahaha che orrore il tofu così…..non ce la posso fare mamma mia ho ancora gli incubi ^^

    segui spassionatamente e ciecamente i consigli della Titti, che lei è anche l’inventrice di una cosa che somiglia al philadelphia ma è vegan, e fa un salamotto di affettato vegetale che è un urlo (mi ricordo tutto che credi Titti) e poi le piace NY che dire di più?
    la cosa meno sconvolgente invece è che tu abbia meno voglia di schifosate: è una cosa naturalissima invece, se ci pensi! il tuo corpo sta tirando un sospiro di sollievo per il bene che gli fai e chiede che tu continui, e te lo chiede nell’unico modo che conosce per farlo, ti lancia delle sensazioni. ascoltalo, non fallice mai 🙂
    baciotto ^^

  6. tage says:

    Sto cercando anche io di regolare la mia alimentazione portandomi su un regime più salutare.
    Il problema non è tanto mangiare frutta e verdura (che adoro), il problema è proprio la scatola dei biscotti; dopo una giornata abbastanza stressante al lavoro, appena entro in casa mi avvento sulla scatola alla ricerca di rilassare almeno il mio palato con qualcosa di dolce.

  7. Katy says:

    Ciao Alessandra!
    Arrivo qui dal blog di Titti, passo per fari un salutino e per farti tanti complimenti per questa nuova scelta alimentare 🙂
    Ne approfitto per darti anch’io un piccolo consiglio; se trovi il tofu indigesto sbollentalo per 2.3 minuti in acqua e poi passa alla marinatura, come ti ha spiegato Titti, o frullalo e mischialo ad altre cose (spinaci, zucca) e usalo per dei ripieni.
    La bollitura serve ad eliminare buona parte dei fitati 🙂

    Un abbraccio,
    Katy

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