Ritorno in Camargue dopo 7 anni. Vi avevo trascorso alcuni giorni già nell’aprile 2005, concentrando in pochissimo tempo la visita delle principali città e cittadine: Arles, Avignone, Beau de Provence (per chi non lo conoscesse, è un incanto di paese arroccato su una altura), Saintes Maries de la Mer e Aigues-Mortes. Questa volta, complice il tempo ancor più ristretto e la voglia di relax, siamo rimasti fra Saintes Maries de la Mer (soggiornado in uno splendido mas immerso nella campagna alle porte del paese) e Aigues-Mortes, dedicando più tempo alla natura della Camargue.
La scoperta più emozionante è stato il parco ornitologico di Pont de Gau (sulla strada che porta a Saintes Maries de la Mer): ettari di terreno e stagni esplorabili attraverso diversi sentieri (per un totale di oltre 7 km di passeggiata), alla scoperta delle flora e della fauna locali. E’ stato a Pont de Gau che abbiamo visto frotte di fenicotteri, bellissimi ed elegantissimi nel loro piumaggio rosato, cigni, anatre, cicogne radunate su un grande albero, e tanti altri uccelli di specie a me sconosciute. Camminare in mezzo alla natura nella mattina fresca ma soleggiata è stata una esperienza davvero gratificante, senza dubbio da consigliare.
Non ci hanno invece entusiasmato le saline di Salin de Girau, forse a motivo dell’orario e della luce poco propizia: siamo arrivati nel primo pomeriggio, quando il sole era alto e non creava quei riflessi rossi che costituiscono il fascino delle saline. Il viaggio fino a Salin de Girau ci ha comunque permesso di percorrere strade che costeggiano i grandi stagni della Camargue, donandoci delle belle vedute.
Aigues-Mortes si conferma un gioiellino da godersi sul far della sera, quando inizia a far buio e le luci rischiarano la piazzetta e spargono riflessi dorati sulle mura. Abbiamo trovato un ristorante un po’ defilato e pertanto meno turistico dove una simpatica signora ci ha accolti facendoci sentire a casa.
Sulla cucina francese e sulle provviste alimentari che ho accumulato ho già scritto nel post precedente: aggiungerò che sono tornata a casa con il bagagliaio pieno di riso integrale, mostarda, sapone di Marsiglia e lavanda e con il cuore pieno di colori e profumi naturali. Qualche immagine è poco, ma riassume l’essenza dei miei giorni in Camargue.





Belle foto! Il riso integrale è più conveniente in Camargue?
Titti! Mi hai fatto una domanda interessante… non lo so!
Alla fine ho comprato un sacco di riso perchè lo producono nella zona…. lo vendevano dappertutto come prodotto tipico… biologico…. di aziende locali fuori dai circuiti della grande distribuzione… e io davanti a queste cose non ragiono e acquisto d’impulso