Sarabanda lenta

Il marmo è inflessibile, e le ginocchia dopo un po’ fanno male. Immergo la spazzola nell’acqua del secchio, poi strofino la macchia scura sullo scalino. Una macchia dopo l’altra, una macchia dopo l’altra: l’acqua nel secchio è nera.

Mi alzo per gettarla via, ritorno con acqua pulita e un riflesso di aloe saponaria. Lavo, questi scalini protesi . . . → Read More: Sarabanda lenta

Soggettivo oggettivo

Le tue parole aguzze
come pietre spietate
sono rete che pesca
la mia anima che guizza
e le branchie impazzano
inalando . . . → Read More: Soggettivo oggettivo

Milano e sè stessi

Milano, in quei giorni di metà estate in cui l’aria cola pesante e vischiosa fra le case, riempiendo le strade deserte con passo sordo e affaticato.
Milano, in quelle mattine fredde che forse ancora è un po’ notte, così come ancora è un po’ inverno, e le foglie sui rami si affacciano timide appena.
Milano, in quel susseguirsi . . . → Read More: Milano e sè stessi

l’essere nel nulla essente

Siamo Esseri
nel Nulla essenti:
dal niente provenienti,
immersi nel nulla,
e nel niente disfacenti.
Ma in questo raro istante
noi soltanto
e . . . → Read More: l’essere nel nulla essente

quello che

Quello che provo
stretto nella mia manica,
un fazzoletto ripiegato
e già troppo usato.
 
Le parole che dico,
vuoto rimbalzare
di pensieri intrappolati
in vicoli ciechi.
 
Ma i miei occhi
solo un cielo terso
dietro cui si celano
i monsoni . . . → Read More: quello che

l’attesa

Le tue labbra,

primule

di questa stagione

riposale sulle mie

sfiorandomi,

come desiderio

che si accarezza

nei propri sogni.