Lezione di teatro. A turno, un membro del gruppo diventa leader e conduce gli altri (coro) in movimenti sul posto o nello spazio. Il coro imita il più fedelmente possibile il leader, che finisce col cedere la leadership ad un altro membro del gruppo, e così via a turno. Fine dell’esercizio, l’insegnante: “A te piace più condurre o essere condotto?”
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Volevo parlarvi della magia di Kyoto, ma da che sono tornata le giornate sono trascorse così convulsamente che non ho avuto tempo di scrivere neppure la metà delle cose che mi sono passate per la testa, e certo non il tempo di cercare le parole per emozioni così intense come quelle che ho vissuto in Giappone. Riordino le foto, quelle
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Ci sono città da visitare, guida in tasca e piantina alla mano, per non perdere neppure un monumento, una cattedrale o un tempio, un ponte, un museo… Ci sono città da vivere: quelle in cui vagare senza meta, divertendosi nello scoprire angoli nascosti, sbirciando le vetrine e curiosando nei negozi, sedendosi su una panchina soltanto per osservare con calma il
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In tutti i villaggi provenzali c’è sempre una piazza inondata di sole, e c’è un albero, una panchina, un lampione. Le lastre di pietra bianca sono uno specchio che amplifica la luce del Mezzogiorno, nell’ora in cui si fa silenzio: all’ombra di un pergolato è bello sorseggiare un bicchiere di vino guardando la strada deserta. Il municipio, la Mairie, proclama
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Da bambina non sono mai salita su una barca. Nè su una barca a vela, nè su uno dei gozzi che spesso vedevo cullati dal mare nel porto di Ineja. I gozzi hanno qualcosa di malinconico, col legno scrostato dal tempo, quasi dimenticati fra il vento e le onde. Non sono mai salita su una barca, io che vivevo a
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La bellezza delle donne e dei bambini, il sorriso spensierato di questi ultimi, gli occhi a mandorla, l’odore di zuppe di verdura, l’inchinato Namaste, e le kata bianche offerte da mani gentili: tutto questo è il Nepal montano. E andiamo, su strade di polvere e pietre, nel silenzio rotto dai nostri schiamazzi e dal soffio del vento che
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La prima cosa sono i colori brillanti, e un frastuono indiavolato di clacson su strade zoppicanti: Kathmandu invade i sensi scompigliandoli tutti, mescolando la vista l’udito e l’olfatto, per donare nel gusto del coriandolo e delle spezie l’esatto sapore d’Oriente. Camminare zigzagando fra auto, moto, motorini, che strombazzano schivandoti indifferentemente a destra o a sinistra, quasi incuranti del
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L’Egitto attraverso i miei occhi: eccolo E per i più pigri a cliccare, qualche anteprima…
Resoconto veloce dei miei tre giorni al Cairo: veloce perchè sono di nuovo di partenza, e sarà montagna questa volta… sperando di riuscire a sciare qualche giorno nonostante il freddo! La città: pittoresca. Non propriamente una “bella città” nel senso più classico del termine, ma assolutamente pittoresca e piena di vita. Il traffico è incredibile, per non parlare della guida degli
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Topkapi Palace, The Harem La Basilica Cisterna Il tramonto dalla torre di Galata Santa Sofia


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