Ritorno a Newport dopo 20 anni. La prima volta fu nel 1992, l’anno del gemellaggio fra Imperia e la città dell’America’s Cup. Insieme ad altri due studenti delle scuole superiori, andammo in rappresentanza dei giovani della mia città natale. Furono 3 settimane bellissime di cui mi erano rimaste in cuore tante immagini legate alle persone incontrate, e ben poco –
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L’aria di polvere bagnata è quella delle estati ormeasche di trent’anni fa. Il cielo a strappi improvvisi di Hamilton Island, e sono tre mesi, quando una parete di pioggia s’è rovesciata davanti alle nostre colazioni riparate da un tetto di paglia. E questo monumento inatteso di roccia e neve esplode nel cielo lavato a nuovo così che lo spazio torna
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Amore mio, le vedi queste foglie di stucco verde questi boccioli chiusi mentre attraverso strade e marciapiedi fioriti… Ieri erano pensieri come aerostati colorati, sospinti da note più che primaverili. Oggi, le tue ali non sento gravare sulle mie spalle, sì che la loro assenza non mi è leggera.
Poi arrivano le belle giornate, quelle in cui pur uscendo tardi dall’ufficio trovi ancora luce e il giorno pare non essere finito del tutto. Quelle giornate in cui il tepore si indovina dietro i cappotti leggeri e i verdi singhiozzi di ieri sono già foglie. Improvvisamente il grigio invernale è un ricordo, mi beo delle passeggiate e dell’aria e del
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La consegna di ortaggi bio di settimana scorsa prevedeva i porri, o meglio: gli sconosciuti porri. Dopo aver impiegato circa 10 minuti pensando al nome del vegetale (li ho già visti al supermercato…. ma cosa sono?) e aver beneficiato di una illuminazione improvvisa (ah sì! sono porri!) ho associato al nome un sapore, che non riuscivo a collegare invece al
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E non è soltanto questione di pianto: giovedì sera corso di teatro a suon di schiaffi (e calci). La scena di commedia che mi è stata assegnata nulla al momento sembra avere di divertente, ancorchè nel film da cui è tratta sia a dir poco esilarante. Il film in questione è Travolti da un insolito destino e la scena è
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Il bravo attore si riconosce dalla capacità di vivere le emozioni in scena, trasmettendole al pubblico con l’intensità del vero. Affermazione di per sè piuttosto ovvia ma sulla quale, come in genere avviene per le evidenze, non mi sono mai soffermata a riflettere. Se non che all’interno del corso di recitazione che sto seguendo mi è stata assegnata una scena
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Dicono che non occorra andare lontano per trovare sè stessi. Nel mio caso invece la lontananza avvicina, mi riporta al centro. Viaggiando mi libero dell’inessenziale, perdo la focalizzazione sugli interessi transitori lasciando emergere dal caos gli obiettivi duraturi. Viaggiando ritorno in me. Poi, saranno nuovi giorni per perdermi di nuovo.
Questo fine settimana grazie a Portanatura ho scoperto l’insalata rossa e il cavolo viola, preparati con ricette semplicissime ma di grande soddisfazione! L’insalata rossa è diventata il pranzo di sabato grazie all’aggiunta di: un finocchio tagliato sottile, spinaci freschi lessati rapidamente (10 minuti) in pochissima acqua, due noci e semi di sesamo, il tutto condito con olio e aceto balsamico.
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