Note diverse
Note diverse, e per certi versi, inverse. Magari proprio, in versi.
I calembour, quei particolari jeux de mots che tanto mi piacciono, si sono insinuati nel mio modo di scrivere ormai da un pezzo, e si affacciano spesso nelle poesie che scrivo.
Una selezione dei miei scritti è pubblicata su Aforism. Alcune poesie si trovano all’interno del blog, ma in questa pagina mi piace lasciare questa.

Sogno
Sogno.
Interruzione. Riluce.
La tua luce,
appresso.
Intermittenza.
Buio interrotto.
Ascolto,
sotto il guscio di una conchiglia.
Onde attraverso.
Attraverso,
e non so nuotare.
Gocce infinite di mare
cadono e si rapprendono.
Cascate di suoni,
tamburellano le mie orecchie.
Soffia un vento caldo,
fra le mie dita spalancate.
Le stringo, terra umida
scivola inquieta.
Scivola inquieta,
sul mio quieto palmo.
Rotola, e si disgrega
sul piano inclinato dell’anima.
Scivola, precipita
al fondo, della mia anima.
Affonda,
i fiori più belli
fuggono la semina.
Nelle fioriere dei miei occhi
sono spuntate anemoni tristi.
Offrono ciglia bianche
al vento d’aprile.
Si spengono,
nella luce di aprile.
Il giorno non è lungo abbastanza
e non le chiama mai per nome.
E così senza nome
e senz’anima,
senza pelle, senza vento
senza respiro e senza, ancora infinitamente senza,
sogno.
Ma è una collana di gigli rossi
quella che io porto.







