A volte incontri circostanze che non puoi cambiare. Non puoi decidere tu, decidono loro. Non puoi spostare il cielo, nè invertire il succedersi delle stagioni. Ho paura, troppa sabbia scivola fra le mie dita e il controllo sfugge. Siedo sul divano di casa, davanti a me immagini si rincorrono. Proiezioni scorrono sulla retina, si accavallano e sovrappongono, fino a
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Questa lunga estate è uno scherzo che Natura ha giocato a bambini cresciuti in troppo grandi cappotti, è uno stato straniato dell’essere ora, mentre la testa non segue i malesseri del corpo. Eppure ricordo un Ottobre ancor caldo, al mio compiere gli anni di seconda media. Avevo una tuta a maniche corte, cotone rosa intenso: una tuta di quelle che
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Da bambina trascorrevo ore a guardare: guardavo mamma che decorava una crostata di banane e fragole, guardavo nonna che lavorava a maglia, guardavo il babbo che stendeva le reti sulle piante di zucca, innaffiava gli alberi da frutto, tagliava i grappoli d’uva con forbici da vendemmia. *** Quando ho iniziato a cucinare è venuto spontaneo e quel che mi
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di Julio Cortazar Lo giro, lo rigiro. Non è un libro facile, Storie di cronopios e di famas. O forse è un libro facile, se lo leggiamo lasciandoci coinvolgere ed emozionare dalle storie, senza inseguire rispondenze precise. I Cronopios, esseri verdi e umidi, balzano spontanei e inaspettati alla mente di Cortazar, che arriverà a caratterizzarli attraverso un processo non
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Caro Cortazar, stamattina leggendoti ho colto che fra Me e Te non può essere ponte, ma solo un gran balzo. E che paura nel prender la rincorsa! Serve chiudere gli occhi ben stretti per non cadere nel vuoto… Così la letteratura è Arte di tornire ponti e di raccogliere assi, di impastare malta: ma l’orizzonte è nebbia e non fornisce
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Ritorno a Newport dopo 20 anni. La prima volta fu nel 1992, l’anno del gemellaggio fra Imperia e la città dell’America’s Cup. Insieme ad altri due studenti delle scuole superiori, andammo in rappresentanza dei giovani della mia città natale. Furono 3 settimane bellissime di cui mi erano rimaste in cuore tante immagini legate alle persone incontrate, e ben poco –
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C’era una volta l’America ed era il nome di un sogno, che a raggiungerlo non bastavano mesi di navigazione e valigie zeppe dell’odore di casa, che se la lasciavi non l’avresti rivista. Ora l’America sono nomi diversi, ordinati sul tabellone di un aeroporto, nomi che a pensarli per intero e’ quasi lo spazio del volo, che se chiudi gli occhi
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