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Più oltre

Certamente ho un rapporto contraddittorio con la letteratura spagnola, un odio-amore che si manifesta con un subitaneo senso di disagio e si trasforma in amore incondizionato. Mi è già capitato con Marquez, con Garcia Lorca ed ora con Salinas. Leggo una prima poesia, affonda come un sasso (di quelli che ti porti dentro, non un sasso qualunque che scompare sotto la superficie….). Vado avanti a leggere, il sasso si tramuta in macigno e ne avverto tutta la pesantezza. Poi all’improvviso una parola o una immagine rischiara la lettura, un alone che si riverbera su tutto il libro e me lo rende imprescindibile. Non soltanto per il richiamo “Cercate, c’è dell’altro”, per l’invito a cercare non nel tuo specchio / e nella tua scrittura, / nella tua anima nemmeno. / Di là, più oltre.

Stasera terza lezione di teatro, non potrò sfuggire al racconto personale. Questo secondo anno è impegnativo.

Ed in fondo a chi mi pensa chiedo di smettere, perchè da una settimana non riesco a tener nulla fra le mani senza che mi cada, e per i fragili  può essere pericoloso.

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