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Vacanze di famiglia

Torno al blog dopo una lunga pausa e con un argomento che fino a non molto tempo fa mai avrei pensato di affrontare. Nel corso dei mesi, anzi anni, questo luogo ha ospitato esperimenti di scrittura, appunti di viaggio, riflessioni e condivisioni di pasticci gastronomici, sempre seguendo i miei interessi e fungendo da raccoglitore di istantanee da sottrarre all’usura del tempo e da mettere a disposizione di chi vi si imbattesse per caso o per scelta. In quest’ultimo anno e mezzo ho spesso scritto post nella mia mente senza mai riuscire a trasporli sulla tastiera, desiderando scrivere della mia nuova esperienza da mamma e di quello che avrei voluto leggere nelle varie fasi della gravidanza e durante i primi, intensissimi mesi. Così di mesi ne sono passati ben dieci (anzi, nove più dieci!), ed ora ricompaio con un tema post vacanziero, rimandando ad altro momento argomenti e considerazioni meno futili ma meno attuali: insomma, siamo al 23 agosto, è tempo di fare bilanci delle vacanze e non di parlare di nanna, pappe, e altri temi evergreen di tutte le mamme!

Faccio una premessa: prima di diventare mamma pensavo di continuare a viaggiare (come pure di fare tantissime cose come uscire a cena, andare alle mostre, persino rientrare al lavoro dopo pochissimi mesi…), ma ho ben presto cambiato idea. Senza entrare nel merito delle uscite e del lavoro, per quanto riguarda i viaggi ne ho procrastinato l’opportunità fino ad ammettere – prima di tutto a me stessa – che il solo pensiero mi procurava stress. Logisticamente e praticamente un viaggio verso località situate a qualche ora di volo dall’Italia, ancorché assolutamente fattibile, ai miei occhi era un biglietto per i lavori forzati e non il preludio ad un piacevole periodo di relax. Sarà che fortunatamente a casa posso contare sull’aiuto dei genitori…

Quindi per i suoi primi mesi di vita il piccolo principe della famiglia (alias Piccolo Condor) ha conosciuto – oltre alla natia Milano – solo la casa al mare dei nonni, che ci ha offerto la possibilità di trascorrere i mesi più freddi dell’inverno senza neppure un piccolo malanno di stagione e di schivare il caldo afoso dell’ultimo luglio. Finalmente però è arrivato il momento delle vacanze da trascorrere con mamma e papà, preziosa occasione per cementare il nuovo equilibrio a tre: ma che tipo di vacanza scegliere? Ok, lo scorso anno quando ancora accarezzavo il piccolo attraverso la pancia pensavo che avremmo potuto dedicarci a mete europee, realisticamente quest’anno ho optato per l’Italia. E siccome al mare eravamo già stati in compagnia dei nonni, le vacanze di famiglia si sono svolte in montagna.

Mentre stavo scegliendo meta e sistemazione, più volte mi sono detta “Che bello se esistessero degli hotel che preparano anche le pappe!”. Ebbene, ho scoperto che tali strutture esistono e si chiamano Family hotel. Sono particolarmente diffusi in Trentino Alto Adige, dove – ovviamente – si chiamano Familien Hotel. Immediatamente optato per l’Alto Adige, sono rimasta ancora un poco incerta fra il provare questo tipo di sistemazione oppure prenotare un residence che fornisse i servizi di base (tipo le pulizie), ma mi consentisse di provvedere autonomamente alle necessità alimentari del Piccolo Condor. Alla fine, complice la stanchezza e la voglia di non dover pensare a niente, ho scelto la prima soluzione. Complessivamente, ci siamo trovati bene e penso che per me sia stata la scelta migliore, in quanto ho potuto anche riposare un poco (cosa che non è scontata con un piccolo di dieci mesi!). Il residence probabilmente avrebbe garantito un po’ più di flessibilità, in particolare per i pasti, ma a scapito della possibilità di gestire la giornata senza dover fare i conti con la preparazione di pranzi e cene (se considerate che a quell’età la base di ogni pasto è il brodo di verdure, che deve cuocere per un’ora, capite che non doversene occupare è un bel vantaggio!).

Dunque, pro e contro secondo la mia esperienza – partendo dai pro!

1) L’ho già detto e mi ripeto: non dover pensare a pranzi e cene (né nostri, né del nanetto). Fondamentale a mio parere è però informarsi bene sul tipo di pappe proposte. Nel mio caso, ho scelto una struttura che fornisse brodo e passato di verdura preparati giornalmente, con possibilità di personalizzare la composizione del piatto. Per esempio, ho chiesto spesso che mi venissero preparate le lenticchie passate da unire alla pappa in sostituzione della carne, che attualmente non fa parte del nostro menù.

2) Stanza ben equipaggiata per ospitare un nanetto: lettino con spondine e paracolpi, contenitore per pannolini (non sottovalutate il beneficio di un contenitore a chiusura ermetica!), fasciatoio, bagnetto… Tutte comodità assolutamente benvenute!

3) Assistenza (tate) per i nanetti: pur avendo scelto un hotel che forniva assistenza dalle 8 alle 15 e durante gli orari di cena, abbiamo usufruito pochissimo di questo servizio, che comunque continuo a considerare un vantaggio, almeno a livello psicologico. Per noi questa vacanza era una delle rare occasioni di stare insieme tutti e tre, ma sapere che in caso di necessità avremmo potuto contare su un supporto è stato sicuramente rasserenante. Nella pratica, abbiamo scelto di affidare il prezioso rampollo alla tata solo saltuariamente durante la nostra colazione, principalmente per garantirgli una mezz’ora di gioco al posto di una mezz’ora di seggiolone in attesa che mamma e papà terminassero di mangiare croissant!

4) Possibilità di prendere a prestito passeggini da trekking e zaini porta-bimbo: abbiamo utilizzato quasi sempre l’attrezzatura dell’hotel, non è assolutamente necessario portare la propria e si guadagna così notevole spazio nel portabagagli! (però assicuratevi che l’hotel fornisca questo servizio prima di partire senza passeggino!).

5) Lavanderia: pur essendo partiti con una marea di bagagli, siamo arrivati a metà vacanza che i body, i pigiamini, le magliette e i pantaloni di Piccolo Condor erano tutti k.o. Certo, avrei potuto lavare ogni capo a mano…. Avrei potuto. Per fortuna c’era il servizio lavanderia!

Veniamo ora ai contro:

1) Le pappe, al primo posto nei pro ma anche nei contro. Ovvero, in un residence si possono gestire le pappe come meglio si crede. Nel nostro caso, ho avuto qualche problema con il passato di verdura che Piccolo Condor non gradiva, così come la mela cotta proposta come merenda… Abituarsi a sapori diversi dai soliti non è sempre immediato per i nanetti! Tuttavia, considerate la contropartita: dover partire equipaggiati per la preparazione delle pappe (quindi eventualmente caricare in macchina anche il frullatore di fiducia…)

2) Il momento della pappa: in hotel, Piccolo Condor era distratto da chiunque passasse (in special modo i bambini più grandi!), cosicché farlo mangiare era una impresa eroica. D’altra parte, se fossimo stati in residence avremmo pranzato e cenato sempre a casa? Non credo proprio, probabilmente molte volte gli avrei portato la pappa al ristorante, quindi la situazione sarebbe stata simile… con l’aggravante che non saremmo stati poi così veloci a portarlo a dormire subito dopo cena!

Infine, prima di partire ero un po’ spaventata all’idea di passare due settimane in un hotel pieno di famiglie con bimbi urlanti (sì, esattamente come il nostro!). In realtà, forse perché oramai sono anch’io dalla parte dei genitori, posso dire di non essermene nemmeno accorta e soprattutto nemmeno per un momento ho provato quella sensazione da “villaggio vacanze” che al solo pensiero mi provoca un senso di soffocamento!

Tirando le somme, valuto positivamente questa esperienza. Credo che dalla parte dei bimbi i Family Hotel diventino interessanti a partire dai 4 o 5 anni, quando possono beneficiare della presenza di coetanei con cui fare amicizia e partecipare alle molte attività pensate su misura per loro. Da parte mia però spero che a quel punto saremo usciti dal tunnel e potremo riprendere a viaggiare… ovviamente in compagnia di Piccolo Condor!

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  • nessuna

2 Responses to “Vacanze di famiglia”

  1. Luca says:

    Esperienza interessante. Ho pensato anch’io ai family hotel prima di andare in vacanza coi pargoli, ma alla fine con 3 bimbi piccoli ho sempre ripiegato su casa/residence e, come dici tu, ho caricato in macchina anche il frullatore di fiducia (e la pentola) non sapendo cosa avrai a disposizione. Come puoi immaginare sono vacanze/lavoro per mamma e papà, ma con una buona organizzazione (e un aiutino ogni tanto, almeno nell’ora della pappa) si riesce anche a ritagliare qualche piccolo spazio (per esempio per il brodo o minestra, uso del freezer per diminuire il numero di preparazioni). Sono convinto anch’io che il family hotel sia più indicato per bimbi un po’ più grandi, già in gradi di utilizzare spazi e giochi comuni e di socializzare con coetanei. Ciao. Luca

  2. Luca says:

    Dimenticavo, conosci questo sito: babyguest.com ? Ne ho sentito parlare pochi giorni fa, e potrebbe essere utile per non fare un trasloco ogni volta che ci si sposta coi pargoli.

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