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Un altro giro di danza

latte e biscotti Una tazza di latte e miele, zuppa di biscotti, un giorno mi riporterà queste sere tirate tardi a leggere e a sfiorare la tastiera di un pc per trarne note che sbocciano a fior di labbra. Se vizi sono quelle cose a cui non sappiamo rinunciare, questi sono i miei peggiori, i più pervicaci.

L’ultimo Lagaccio di questa sera ha il sapore dell’Autunno che viene. E con l’Autunno, si riapre la stagione delle danze. Prendo nota dei miei prossimi impegni: le serate, i week end di lezione ora li pregusto. Ci vuole costanza, ci vuole passione certo, ma non è solo questo. Perché quando l’inverno mitigherà il suo rigore verrà la stanchezza e bisognerà puntellare la volontà con un cemento reso più viscoso dagli anni.

Due anni fa provenivamo da corsi diversi, ci guardavamo con aperta diffidenza, ci studiavamo, ognuna in difesa nella propria roccaforte. Poi sono venute le prove per gli spettacoli, le lezioni del sabato mattina con gli occhi ancora appannati, i nostri pianti a turno raccolti nello spogliatoio, gli sfoghi, le confessioni, le risate, i consigli e le prese in giro, le piadine e la birra del dopo lezione, le tante occasioni in cui ci siamo trovate unite dietro quinte immaginarie in attesa di tracciare nello spazio la nostra idea di danza orientale.

Non uno sport, non un passatempo né un lavoro part-time, e forse neanche un amore: quel che mi lega è ora una sorta di familiarità, per cui entrare al Circolo è come arrivare a casa. Che la danza orientale sia celebrazione della sorellanza è un cliché slavato, che non mi piace utilizzare ma che pure vivo in questo calore strano che da figlia unica non conoscevo: forse una condizione transitoria, perché nulla rimane immutato dietro lo scorrere del tempo, o forse un nodo che il tempo ha stretto fino a non poterlo più sciogliere.

Sul fondo della tazza rimane sempre un sottile strato di miele, che domani sarà nostalgia, ma che oggi è il sorriso di chi pensa all’inizio di un altro anno e ad un altro giro di danza.

Piccolo spazio pubblicità: il laboratorio coreografico del Circolo Zagharid, di cui faccio parte, danzerà sabato pomeriggio a Trenno per l’ultimo appuntamento di PiC. Inoltre, insieme alle percussioniste del Circolo, prenderà parte alla Notte delle percussioni, organizzata dal Centro Culturale Afriaca venerdì 2 ottobre presso il PIME.

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4 Responses to “Un altro giro di danza”

  1. monia says:

    grancereali? pensa.. io li ho comprati ieri.. saranno un bel pò di anni che non li mangiavo :o)

  2. alessandra says:

    Io per un periodo mangiavo quasi solo quelli…. ora sono passata al Lagaccio… vado un po’ a momenti… c’è stato anche il periodo degli integrali senza zucchero….
    la foto è presa dal web, ma mi rappresenta bene 😉

  3. monia says:

    idem.. io invece appena finisco questi non ne compro mica più.. che la sottoscritta non ha mica mezze misure :-/ tabularasa per rendere l’idea ;o)

  4. alessandra says:

    ahahah capisco bene 😉

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