di Antonin Artaud Balthus e i surrealisti è un libro che raccoglie articoli e scritti di Artaud riguardanti i lavori di Balthus, Masson, Boschère e introduce il nesso fra pittura e teatro nella concezione di Artaud: un teatro dove il testo è solo uno degli elementi che contribuiscono alla messa in scena pluri-sensoriale che mira a lasciare spossato lo spettatore
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Certamente ho un rapporto contraddittorio con la letteratura spagnola, un odio-amore che si manifesta con un subitaneo senso di disagio e si trasforma in amore incondizionato. Mi è già capitato con Marquez, con Garcia Lorca ed ora con Salinas. Leggo una prima poesia, affonda come un sasso (di quelli che ti porti dentro, non un sasso qualunque che scompare sotto
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di Philip Roth Non si può conoscere, semmai immaginare. Persino dati oggettivi possono essere tenuti segreti agli occhi degli altri, come fa Coleman Silk, protagonista del bellissimo La macchia umana. Professore universitario prossimo all’età della pensione, Silk viene tacciato di razzismo, avendo definito spooks (ovvero fantasmi, ma anche neri in valenza spregiativa) due studenti assenteisti, rivelatisi – malauguratamente per
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di Orhan Pamuk Pamuk ti afferra e ti porta in Turchia. E’ sufficiente un accenno alle strade di Istanbul per sentirne nelle narici l’odore, per provare una nostalgia irrefrenabile e l’impulso di correre a prendere il prossimo volo. Per lo meno, questo è l’effetto su di me, che in Turchia sono stata, seppure per una manciata di giorni. Più
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Ho letto su Poesia di maggio (sì, sono indietro di un mese….) e riporto questo testo di Ruth Bidgood, che trovo bellissimo (peccato non averne a fronte la versione in lingua originale… ) Inutile chiedersi che lago protetto da aironi si trovava nell’altra vallata, o rimpiangere i canti del bosco che non avevo attraversato. Inutile chiedersi dove potevano portare altre
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di Raymond Queneau Con un incipit quasi leggendario (Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge sali in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica. La trovò poco chiara.) Queneau ci proietta in un tempo storico e al contempo onirico, da dove origina il romanzo I fiori blu. Il duca d’Auge,
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Leggo molto, ultimamente. Leggo molto e scrivo poco, anomala equazione. Che per scrivere è necessario avere concetti e opinioni chiare in testa (o forse le idee si schiariscono oggettivandole?) e non è cosa da poco. E poi leggo libri che non si prestano facilmente alla recensione, per lo meno da parte mia… Mi sono immersa nella Francia della prima metà
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di Miguel de Unamuno E’ il 1914, in Spagna Miguel de Unamuno dà alle stampe Nebbia, romanzo o novella o nivola, nella parole che l’autore attribuisce al Vìctor Goti autore del prologo. Nebbia è infatti dichiaratamente uno scritto sperimentale, che infrange i canoni del romanzo mettendo in scena l’autore e facendolo dialogare con i propri personaggi, inserendo un prologo da
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di Gregory David Roberts In veste di turisti, visitando un paese non facciamo altro che scivolare sulla sua superficie, spesso senza riuscire ad intaccare l’immagine nitida e levigata che si propone ai nostri occhi. Questo penso leggendo Shantaram, che ci proietta sotto la pelle dell’India, in mezzo alle persone che vivono all’interno degli slum e a contatto con situazioni
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di Erri De Luca Erri De Luca torna a raccontare la Napoli del dopoguerra filtrata attraverso gli occhi di un bambino: un bambino che cresce orfano in una stanzuccia affacciata sul cortile dove cresce e impara a confrontarsi con il mondo esterno. Impara che la paura è timida, ha bisogno di essere sola per venire allo scoperto. Impara che per
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