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Milano e lo sport

Galleria Vittorio Emanuele, l'OttagonoIl Comune di Milano ha organizzato nel week end del 5-6 settembre Milano in sport, iniziativa che prevede (o meglio prevedeva, essendosi conclusa qualche ora fa) “dimostrazioni e tornei aperti e gratuiti per tutti”. Come da opuscolo di presentazione, “lo scopo è coinvolgere tutta la città in una grande festa dello sport (…), facendo conoscere e provare, grazie al supporto delle Federazioni e degli Enti di promozione sportiva, oltre venti discipline diverse tra cui calcio, basket, pallavolo, ginnastica, ma anche tennis da tavolo, scacchi, scherma e tiro alla fune, solo per citarne alcune”.

Una iniziativa a mio parere importante, che si propone di avvicinare la gente alla pratica sportiva, offrendo spettacoli e occasioni per provare direttamente alcune discipline. Potrei parlare lungamente dell’importanza dell’attività sportiva, dalle valenze positive nell’educazione dei più giovani al ruolo fondamentale dello sport nel raggiungimento del benessere fisico e psicologico, indipendentemente dall’età (tra l’altro, la Homeless World Cup che si terrà proprio in questa settimana all’Arena sottolinea come la pratica sportiva possa essere anche un potente strumento per il superamento di situazioni di emarginazione e reinserimento all’interno del tessuto sociale).

Evidentemente la pensano in maniera diversa i commercianti di Galleria Vittorio Emanuele, che protestano perché a dir loro l’iniziativa Milano in sport ha bloccato il passaggio (andando a detrimento dei loro interessi): c’è a tal proposito un articolo sul Corriere di oggi (Giochi in piazza Duomo, protestano le griffe), che non linko non avendolo trovato online ma solo sul quotidiano cartaceo.

Non ero presente alla giornata di ieri, ma non penso si sia discostata più di tanto da quella di oggi, se non per il fatto che sabato suppongo sia stata maggiore l’affluenza di persone in Galleria… oggi gente ce ne era davvero pochetta, e la tanto agognata area di transito davanti ai negozi – che avrebbe ospitato almeno qualche centinaio di persone – non arrivava forse a contarne cento (lasciando quindi un grande spazio vuoto dinnanzi alle vetrine).

Certo, immagino che sia facile parlare di “fiere da strapaese” quando non si ha idea della preparazione e dello studio che stanno dietro ad una esibizione sportiva; più difficile mi risulta pensare che sia educato e corretto appostarsi alle finestre del piano alto per cercare con lo zoom di rubare foto degli atleti che si cambiano (ebbene sì, ho visto una distinta signora far questo poco elegante gesto!); anche, mi rimane abbastanza difficile credere che se i negozi del centro fanno pochi affari la colpa sia delle iniziative che vengono organizzate in Galleria…

Abbastanza curiosa di sapere se ci sarà un seguito sul Corriere di domani, attendo il prossimo risveglio.

(la foto è stata scattata sul luogo della discordia, oggi intorno alle 13)

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