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Nemico di classe

Molti pensano al teatro come a qualcosa di oltremodo noioso: io penso che, a parte chi come me ama il genere e prova piacere nel vedere rappresentate anche pièce talvolta non proprio leggere, anche chi non è avvezzo a spettacoli teatrali possa innamorarsi di sceneggiature brillanti e rappresentazioni meritevoli.

E’ il caso di Nemico di classe, in scena al Franco Parenti (fino al 19/12… coraggio, c’è ancora tempo!).  Sei ragazzi terribili abbandonati all’interno di una classe dove nessun professore vuole più entrare (la famigerata 5a C), alla disperata ricerca di qualcuno che porti il sapere, che li aiuti, li salvi da una quotidianità degradata. La società (rappresentata dall’istituto scolastico) però rinuncia a loro, in un atto di rinuncia che in realtà è scelta della strada più semplice: ignorare, lasciare a sè stessi gli elementi difficili, i disturbatori dell’ordine.

I ragazzi provano dapprima ad autoimpartirsi la conoscenza, alternandosi in cattedra e proponendo lezioni esilaranti sul sesso, sul giardinaggio, sul razzismo (è tutta colpa dei rumeni), sui vetri (o meglio su come spaccare le vetrine), sulla cucina di sopravvivenza (la torta ai carciofi) ed infine sulla strategia di attacco come miglior difesa.

I ragazzi terribili proprio questo fanno: attaccano, perchè avvertono che la società li schiaccerà con la propria indifferenza, e il loro attacco risuona come un disperato grido di aiuto.

Divertentissimo, impegnato e ben rappresentato dai giovanissimi attori. Io, fossi in voi, andrei a vederlo.

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